le verità nascoste
capitolo 6: incomprensioni
- Non
se ne parla neanche! -
- Ma perché Kaori??? In fondo, anche Milena rischia la vita essendo la sua
manager! -. Ryo cercava di convincerla in tutti i modi.
- Ha ragione la signorina Makimura, signor Saeba..io posso benissimo ritornare
in albergo, tanto conosco la strada e posso benissimo venire qui con il taxi
quando devo parlare con Will…- anche Milena, seppur conosceva quel tipo da poco
tempo, aveva capito da subito i suoi secondi fini.
- Cara Milena, non posso proprio farla andare via, anche perché l’assassina la
conosce e seguendola di nascosto troverebbe facilmente il nascondiglio del sig.
Scott.-. L’obiezione di Ryo non faceva alcuna piega.
Kaori gli tirò l’orecchio proprio come ad un bambino cattivo, facendolo urlare
dal dolore: - Caro Ryo, io invece sono convinta che tu abbia tanti secondi
fini…sai, conoscendoti…-.
- Ma tesoro come potrei avere secondi fini???? ……ehm…- Il suo “amico” sembrava
avere un’altra opinione.
- Sa cosa le dico?? Ne ho abbastanza di lei sig. Saeba! Non so ancora come la
signorina Nogami mi abbia convinto a fidarmi di lei, ma stia tranquillo che non
resterò in questa casa neanche un minuto di più! -. Milena, innervositasi dal
comportamento scandaloso tenuto dallo sweeper, non voleva altro che ritornare
nel suo albergo per non vedere ancora altre sconcezze del genere, ma nel
prendere la sua borsetta, venne bloccata saldamente da Will, che si era alzato
dal divano e la fissava con uno strano sguardo: - Ha ragione il sig. Saeba,
l’assassina potrebbe benissimo arrivare a me attraverso te… non voglio che ti
succeda qualcosa di grave…-. Stava parlando con troppa enfasi, se ne accorsero
tutti, perciò dovette cambiare il tono di voce e allontanarsi da lei: - e poi
qui sotto lo stesso tetto potremmo lavorare insieme senza muoverci troppo e non
ci dovremmo esporre a rischi inutili, non credi? -.
- Perfetto! Allora è deciso!! Kaori, accompagnali all’hotel a prendere i
bagagli…-.
Troppo tardi. Senza accorgersene la collega era salita al piano superiore e si
era chiusa nella stanza degli ospiti, la sua vecchia stanza.
- Se vuoi, posso accompagnarli io fino all’albergo e tu cerchi di farti
perdonare da Kaori… anche se sarà difficile farsi perdonare dopo una giornata
del genere…- Saeko lo guardava con gli occhi socchiusi pieni di rabbia. “Questa
volta ho proprio esagerato…” pensava tra sé Ryo.
- Adesso sarà arrabbiatissima, quindi sarà impossibile avvicinarsi a lei…- “come
minimo mi ucciderebbe…”.
- li accompagno io stai tranquilla! -.
Quando tutti uscirono dall’appartamento, Kaori potè dare libero sfogo a tutta la
rabbia e alla frustazione repressa durante il giorno: - maledetto idiota! Come
ha osato trattarmi così davanti a tutti??? Oggi ha veramente esagerato! -.
Intanto aveva rispolverato dall’armadio il famosissimo “ Ryo pupazzo
anti-stress”, ormai logoro per il troppo uso durante gli anni precedenti.
Gli cinse il collo con l’avambraccio sinistro, mentre lo teneva bloccato a terra
con un ginocchio piantato nel centro della schiena. Sembrava assistere ad un
vero e proprio combattimento di wrestling: - vergogna della nazione, porco
internazionale, schifoso bastardo!!! Prova ancora a dirmi che era solo uno
scherzo per farmi ingelosire e questa volta giuro che ti elimino dalla faccia
della terra!! -.
Mentre staccava la testa al povero pupazzo, un dubbio atroce la paralizzò: “E se
avesse finto per tutti questi anni?”. Erano davvero degli innocenti scherzi per
farla arrabbiare?
- No, impossibile! – iniziò ad alzare la voce per cercare di convincere sé
stessa: - lui ti ama Kaori, questa volta ha solo esagerato, ma tu gliela farai
pagare…-. Si scrocchiò le dita con un ghigno malefico… Tuttavia questa domanda
ancora le torceva lo stomaco…
Abbandonò il pupazzo disteso sul pavimento, i pezzi della testa distanti a
qualche decina di centimetri. Si accasciò sul suo vecchio letto, aggrappandosi
con forza al cuscino.
Ripensò agli anni passati: quante volte aveva pianto proprio su quel cuscino
perché quell’idiota l’aveva fatta star male, quando la insultava di fronte alle
altre donne, quando ci provava con le clienti dicendo che lei non doveva
intromettersi, ed anche quando non riusciva a decifrare quali fossero i reali
sentimenti che l’uomo provava per lei, se la considerava solo come una promessa
fatta al suo migliore amico, oppure pensava a lei come qualcosa di più.
Pensava di aver abbandonato per sempre tutti quei dubbi e quelle incertezze...sperava
che non avrebbe più pianto per lui…..e invece….
“com’è strano il destino” pensò sconsolata: “la mattina pensi di essere la donna
più felice del mondo accanto ad un uomo che sei sicura che non ti lascerà
mai…..” un lungo sospiro le uscì dalle labbra socchiuse: “ …e solo qualche ora
dopo non sai se ti ha mai realmente amato… e passi gli attimi più terribili
della tua vita al solo pensiero…...”.
- Sig. Saeba, non conosco il motivo che l’abbia spinta ad avere un comportamento
simile nel corso della mattinata…- I due uomini stavano immobili davanti alla
macchina aspettando impazienti Milena che, salita nella sua stanza da più di tre
quarti d’ora, ancora non li aveva raggiunti.
- …però solo dal modo in cui l’ha guardata per tutta la mattina, mi viene da
pensare che lei debba volere molto bene alla signorina Makimura…-
Come si permetteva quell’attoruncolo inglese di indagare sulla sua vita
privata??
– Non credo che oggi stesse facendo sul serio, vero? A lei Milena non le
interessa…- Incominciava a dargli fastidio quel discorso che l’attore aveva
intrapreso:
- Non vorrei che la nostra presenza danneggiasse il vostro rapporto e…-
- il nostro rapporto non è danneggiato! E comunque non sono cose che le possano
interessare…- In quello stesso istante gli avrebbe volentieri spaccato quel bel
faccino…
- Ha ragione, mi scusi…forse sono stato troppo invadente…ma mi creda, lei è
fortunato ad avere una donna da amare…senza dubbi o incertezze… e senza paura…-
guardò verso l’orizzonte; il sole stava lentamente avvicinandosi al
tramonto…com’era passata veloce quella giornata! Strinse leggermente gli occhi
per non far passare nelle pupille troppa luce, le mani nelle tasche dei
pantaloni: - non se la faccia scappare via per così poco…- girò la testa verso
Ryo, che guardava da tutt’altra parte con il mozzicone di sigaretta ormai finito
tra i denti. Lo buttò a terra e lo spense con forza con un piede:
- E’ arrivata la sua manager, è ora di ritornare a casa…-
Milena, accortasi del ritardo, correva a perdi fiato verso la macchina con due
enormi trolley: - Mi dispiace…ho fatto più in fretta che potevo…purtroppo sono
stata fermata da più persone che mi hanno chiesto perché William se ne stesse
andando e non sapevo proprio cosa inventarmi! -. Disse con fatica con il poco
fiato rimastole in gola. Appena si riprese, si accorse della strana atmosfera
che aleggiava intorno ai due; ancora pensierosa su quanto potesse essere
successo tra gli uomini, venne aiutata sia da Ryo che da William a sistemare le
valigie nella mini dello sweeper.
In macchina nessuno osò aprire bocca: Milena non riusciva ancora a darsi una
risposta su cosa fosse accaduto durante la sua assenza; poteva solo vedere i due
uomini davanti a lei assorti in tanti e profondi pensieri: “Che faccio? Dico
qualcosa??”. – E’ da parecchio che siamo andati via, la signorina Makimura sarà
in pensiero…-. Will si girò di scatto verso Ryo che intanto aveva stretto il
volante con più forza e frenato di colpo, facendo sulssultare i passeggeri.
Dopo qualche secondo riprese il viaggio , continuando a non proferire parola.
“Chissà cosa starà pensando…” Si chiesero all’unisono i due inglesi.
Kaori aveva la testa ancora piena di dubbi. Aveva iniziato a preparare la cena,
sperando di distrarsi in qualche modo, ma accorgendosi che aveva scambiato il
sale per lo zucchero e che aveva messo nella padella invece dei pomodori pelati
le bucce (cioè quello che succede a me ogni volta che provo a cucinare anche
quando sono super concentrata ^^” NdA), decise di abbandonare la cucina e di
sedersi per un pò sul divano, cercando di recuperare la ragione.
Buttò la testa all’indietro e chiuse gli occhi: sentiva solamente le pulsazioni
delle vene nelle tempie andare velocissime e la testa inizò a dolerle. Non
riusciva più a resistere in quella situazione, aggravata dal fatto che i tre
ancora non ritornavano: avrebbe voluto averlo lì vicino, buttarsi tra le sue
braccia e farsi rassicurare dalla sua calda voce, cosicchè tutti i suoi dubbi
non l’avrebbero più tormentata. Tuttavia aveva nello stesso tempo paura di
scoprire la verità, una probabile verità che le avrebbe spezzato il cuore…
Improvvisamente venne distratta dal rumore delle chiavi che venivano sbattute
contro la porta dell’ingresso: erano ritornati.
Il suo cuore iniziò a batterle all’impazzata, non poteva farsi trovare in quello
stato pietoso e ritornò in cucina, come se non fosse successo niente..
- Siamo tornati! Kaori dove sei? -.
Kaori uscì dalla cucina, con il grambiule al collo già allacciato e con un
sorriso un po’ forzato: - ben tornati! Ma dove eravate andati? È da più di tre
ore che siete usciti…-. Sembrava essere la solita Kaori di sempre:
- Venite, vi mostro le vostre stanze! -. E si avviò al piano di sopra insieme ai
due inglesi, lasciando Ryo immobile in mezzo al corridoio, lo sguardo fisso sul
pavimento.
“Non puoi nascondere in tuo stato d’animo, piccola mia…non a me…ti conosco
troppo bene…”.
- Sig. Scott, questa è la vostra stanza…mi scuso per il disordine! -. Si
trovavano nella “loro” stanza…
- Non si preoccupi signorina! Anche se sono inglese, detesto le stanze troppo
ordinate! -. L’uomo le sorrise; anche loro si erano accorti degli occhi rossi
della ragazza.
- chiamatemi Kaori, non sono adatta alle formalità! Puoi iniziare anche adesso a
disfare le valigie, la cena non è ancora pronta..-.
Lasciarono Will nella stanza e le due donne si diressero verso la stanza degli
ospiti: - qui dormiremo noi due, sempre se non ti dispiace…-
- Certo che no! Anzi, sono felicissima di dormire in compagnia, Kaori! - anche
le due donne, abbandonate le formalità, sembravano aver preso simpatia l’una per
l’altra:
- se vuoi posso aiutarti a disfare le valigie..-
- Grazie Kaori…… ti prego di scusarmi per tutto il disturbo che ti sto arrecando
da questa mattina…-
Kaori issò una valigia sul letto appena fatto:- Stai scherzando spero!! Tu non
sei di nessun disturbo, è solo che….-
- …immagino che allora sei in questo stato a causa del sig. Saeba…-. Kaori non
rispose, si limitò ad abbassare gli occhi e ad arrossire.
- …Scusami, non dovevo….-
- No, hai ragione…- la interruppe Kaori riprendendo a svuotare la valigia: -
Oggi…si è comportato davvero male…con me… non credevo che i miei sentimenti
contassero così poco per lui…o almeno non ci volevo credere…- Kaori si
meravigliò della facilità con cui si stava sfogando con quella donna che
conosceva da così poco tempo ma che riusciva a comprendere così facilmente i
forti legami che li tenevano stretti…
Milena abbandonò sul letto una maglietta e prese le spalle di Kaori: - non è
così Kaori!...oggi pomeriggio non era lo stesso uomo che avevo conosciuto
durante la mattina! Era taciturno, non ci ha mai rivolto la parola, se non per
parlare di lavoro…- Kaori era piacevolmente sorpresa: - …e quando ho pronunciato
per caso il tuo nome, è saltato sul sedile e ha frenato di colpo…cosa
significherà?? -. E le fece un occhiolino:
- va da lui… ti starà aspettando! -.
Non se lo fece ripetere due volte e scese di corsa le scale.
Arrivò in salotto e vide che era seduto sul divano con le gambe aperte, mentre
con lo sguardo assente faceva zapping con il telecomando. Decine di programmi e
telefilm gli passarono davanti gli occhi:
- Perché hai dato a quello la mia stanza? -.
“La “sua” stanza???” - Volevi farlo dormire sul divano?? -.
- …e tu dove dormirai? -.
- nella mia stanza…insieme a Milena –
“Nella “sua” stanza???”- quindi ci dovrei dormire io…? -.
- hai qualche altra idea? -.
- dovrei dormirci….-
- Non possiamo mica farli dormire insieme…o sul divano… sono persone famose…-
-…da solo?? –. Concluse Ryo con aria maliziosa.
Kaori fraintese. Le forze la stavano abbandonando dal dolore, tuttavia cercò di
resistere ancora per un pò e di rispondergli a tono: - Stai tranquillo, per
quello che mi può importare ora… comunque non credo che Milena accoglierà con
calore i tuoi attacchi notturni…-
Ryo si girò di scatto, ancora con il telecomando in mano: “Ma non riesci a
capire???”.
Si alzò, sembrava offeso. Non le rispose nemmeno, la evitò e sbattè la porta con
impeto. Uscito dalla stanza, Kaori si inginocchiò a terra, distrutta…. alcune
lacrime raggiunsero il pavimento.
A cena non sembrava essere successo niente, anche se sia Kaori che Ryo non si
rivolsero parola per tutto il resto della serata. Milena e William non poterono
fare a meno di sentirsi addolorati per quello che stava succedendo tra i due,
essendo loro la causa principale dell’inizio del loro litigio.
Verso le undici, tutti si avviarono per le proprie stanze, dato che la mattina
seguente William avrebbe dovuto essere presente sul set già al mattino presto.
Mentre Kaori saliva tristemente le scale, Ryo la chiamò dal corridoio: - Kaori
io….- la speranza della donna si riaccese: - io….sono senza coperte… me ne
potresti prendere una? -.
- Cercatele da solo, non sono la tua serva…- “non ti illudere Kaori…soffriresti
ancora di più” .
“IDIOTA!! Parla chiaro per una volta!!”. – Kaori aspetta…potresti venire….un
attimo…di là…-. Si accorse che Milena li stava spiando. Accortasi della gaffe
che aveva commesso, chiuse la porta della stanza, troppo imbarazzata per essere
stata scoperta.
Ryo chiuse la porta del salotto dietro di sé. Kaori con le braccia incrociate,
sembrava interessata a tutto ciò che si trovava sulla sua sinistra.
- Dobbiamo parlare…-
- Se cerchi le coperte sono nel tuo armadio, terzo cassetto…-
- Non intendevo questo..-
- non ho nient’altro da dirti….-
- io sì…-
- Sembrava che prima ci eravamo detti tutto…o mi sbaglio?? E’ la tua vita, fai
come ti pare..se vuoi andare da Milena…-
- Santo cielo…perché devi essere così ostinata?? -. Ryo alzò pericolosamente il
tono della voce.
Kaori lo guardò dritto negli occhi, la rabbia fuoriusciva dalle pupille: -
Perché?!? E sentiamo, perché tu devi spezzarmi il cuore ogni volta che vedi una
bella donna??? –
Ryo non sapeva cosa rispondere: sapeva che qualsiasi cosa avesse detto, lei
avrebbe capito male.
- Non sai rispondermi vero??....-
- vedi…io…-
-Tu… mi ami?-
La domanda lo spiazzò: “perché, hai qualche dubbio??”
Ancora con gli occhi spalancati, vide la donna allontanarsi di corsa verso la
porta. La prese per il braccio, cercando di fermarla: - dove credi di andare?-
- non penso ci sia ancora qualcos’altro da aggiungere…-.
- e invece sì! –
- lasciami andare!! –
- Come puoi lontanamente immaginare che ci possano essere altre
donne….proprio…proprio ora che ho te!...-. il suo sguardo non era mai stato così
serio.
L’uomo allentò la presa sul braccio, sembrava essersi calmata e si girò verso
l’uomo, i suoi occhi erano pieni di lacrime:
- ….Come posso…. fidarmi…?-
- Non mi pare che in questi ultimi anni ti abbia tradito con qualcun’altra… O
sbaglio..?- le si era avvicinato a pochi centimetri dal suo corpo, sentiva il
suo respiro sulla sue labbra e il suo calore così vicino a lei che lo avrebbe
volentieri scaraventato sul divano per fare l’amore con lui…
- ecco io….- non riuscì a terminare la frase, l’uomo di fronte a lei aveva già
preso possesso della sua bocca.
Camminando all’indietro con lei attaccata ai fianchi, si sdraiarono sul divano,
i baci sempre più infuocati. Alzò il suo viso incrociando gli occhi di lei: -
come puoi ancora dubitare del mio amore…?- e si fiondò sul suo collo. Kaori
sembrava toccare il cielo con un dito.
I baci si estesero su tutta la parte superiore del corpo della ragazza: - Resta
con me stanotte…tutte le notti…. non puoi lasciarmi solo…-
- ma il divano è troppo stretto per tutti e due…-
- ce lo faremo bastare…-. Risalendo per il corpo, si stava avvicinando ancora
una volta alla bocca della ragazza.
- …e Milena? Chissà cosa penserà se non mi vede tornare…-
Ryo la guardò aggrottando la fronte: - Kaori, non è mica una bambina!! –.
Kaori si mise a ridere, l’espressione del suo viso era diventata davvero buffa.
Per farsi perdonare attirò con le braccia la sua testa verso di lei, e con una
spinta gli fece appoggiare la schiena sul bracciolo del divano, aderendo
completamente al suo corpo: - Ti amo…-
Ryo sorrise e leccò con dolcezza le lacrime ancora presenti sulle sue guance; il
sapore della sua pelle lo faceva impazzire.
- Allora mi dai la tua benedizione per salire da Milena? -.
- Scemo! – e sferrò dei piccoli pugni sul suo petto.
- Ti amo anch’io…-. E iniziò a sbottonarle la camicia….