le verità nascoste
capitolo 5: Un nuovo caso per City Hunter!
Una donna
furiosa stava camminando nei corridoi del palazzo del distretto di polizia di
Shinjuku.
Risultarono vani i tentativi da parte dei poliziotti di fermarla: I suoi occhi
verdi saettanti gelavano il sangue degli agenti di polizia che al suo passaggio
si allontanavano intimoriti.
Milena continuava per il suo cammino, non accorgendosi degli effetti che
produceva sulle persone intorno a lei. Solo una ragazza provò fermarla:
- Mi scusi signorina ma dove crede di andare? Non può girare da sola nel
edificio senza permesso…-
- Sto cercando il detective Nogami, sa dirmi dov’è??- disse la donna con tono
autoritario. I suoi occhi non ammettevano obiezioni. La ragazza con una risatina
isterica le indicò la strada: “non avrei mai creduto che nel mondo esistesse
un’altra Saeko Nogami…c’è da preoccuparsi…”.
Arrivata alla meta, Milena non bussò neanche alla porta, troppo accecata dalla
rabbia:
- Perché ci ha mandato da quell’essere???? –
- Ah, è lei signorina Layne! C’è qualche problema?- Saeko come al suo solito,
non si era scomposta all’arrivo burrascoso della donna, mentre tutti i colleghi
presenti nella stanza si spaventarono a morte a causa della brusca entrata.
- Si che c’è qualche problema!! Anzi, c’è UN grave problema! – Con passo deciso
si avicinò alla scrivania della detective e le si piantò davanti con faccia
grave: - Perché ha detto di rivolgerci a quel depravato???- Saeko capì
all’istante di chi stava parlando. – Credo…che questo non sia il posto più
adatto per parlare….- in effetti tutti avevano puntato occhi ed orecchie sulle
due bellissime donne. – Cosa ne dice se andiamo a prenderci un caffè insieme?
C’è un piccolo bar qui vicino. É davvero ottimo, conosco i proprietari e quindi
lì potremmo parlare tranquillamente…Dite all’ispettore Nogami che mi prendo
mezza giornata libera.- disse infine Saeko in direzione di due suoi colleghi,
terrorizzati all’idea della reazione del ispettore, - M-ma il capo se la
prenderà a morte con noi…- troppo tardi, l’astuta detective se n’era già andata.
– ahh…le donne…sempre a sfruttare noi poveri uomini…- si sfogarono rassegnati i
due giovani poliziotti.
Il campanello della porta del Cat’s Eye suonò. Miki alzò la testa verso i
clienti che stavano entrando.
- Buongiorno e benvenuti al Cat’s Eye ah…Ciao Saeko come mai da queste parti? -.
- Buongiorno Miki…salve Umibozu! – l’ex mercenario salutò Saeko con un cenno
della testa. – Io prendo il solito, lei signorina Layne cosa ordina? – la donna
era troppo scoinvolta per parlare; l’uomo davanti ad essa aveva un’aura
decisamente minacciosa: “ma come fanno queste due a stare così tranquille
insieme ad un uomo del genere?” pensò Milena decisamente spaventata. Saeko
l’aveva portata nello stesso locale in cui aveva visto per la prima volta City
hunter e la sua collega: “non posso sbagliami, è lo stesso uomo che ha
scaraventato Ryo Saeba fuori dalla finestra…certo che visto da vicino fa una
certa impressione…”.
Continuava a fissarlo, mentre gli altri tre aspettavano una sua risposta: -
penso….che ordinerò dopo…se non le dispiace -.
Si sedettero ad un tavolo in fondo al locale, proprio accanto alla finestra. Dal
caffè fumante che aveva ordinato la poliziotta proveniva un aroma intenso
davvero piacevole:
- Sembrava scoinvolta prima signorina…-.
- Mi chiami Milena -.
- Milena….bel nome! –
- la ringrazio…comunque non siamo venute qui per discutere di queste frivolezze
– decise di arrivare al dunque, non era da lei girare intorno al discorso:
- detective, perché ci ha detto di rivolgerci a City Hunter?-
- Perché è il migliore sulla piazzza..- rispose semplicemente Saeko, provando un
leggero brivido quando il caffè caldo le scivolò nella gola.
- IL MIGLIORE?? Quel maniaco?? E’ un fannullone, va in giro per le strade tutto
il giorno senza fare niente…anzi no, ad importunare tutte le donne che incontra,
inseguito da una donna violenta che lo colpisce con degli strani aggeggi enormi
a forma di martello che escono dal nulla…E la sera poi? Non fa altro che
frequentare i locali più vergognosi del quartiere (ehi, ma perché tutti pensano
male di me!! ç__ç NdRyo. Sta zitto e fammi continuare!! NdA)…solo una volta l’ho
visto andare in un posto decente…insieme alla ragazza violenta, che immagino sia
la sua assistente…-
Saeko, diventata improvvisamente molto seria, alzò lo sguardo verso Milena: -
Come fa a sapere tutte queste cose sul suo conto? -.
La donna si accorse che la rabbia l’aveva fatta parlare decisamente troppo. Non
aveva altra scelta che confessare la verità: -…Ecco vede…avevo iniziato a
raccogliere informazioni…e tutti gli informatori sottolineavano il fatto che lui
fosse un vero playboy e un perdigiorno… non volevo crederci e così….- Abbassò
gli occhi e divenne improvvisamente rossa mentre stringeva con forza un
fazzoletto di carta: - io….l’ho pedinato per una settimana! – .
Mentre una serie di corvetti danzanti circondavano la testa della poliziotta
rimasta con gli occhi sgranati, arrivò Miki con una tazza di thè: - Ecco il suo
thè signorina…scusi se mi permetto, ma lei non è giapponese vero? -.
- No infatti, sono inglese..forse l’avrà capito dal mio orrendo giapponese..purtroppo
non ho avuto il tempo di impararlo alla perfezione -.
- No, no signorina non volevo dire questo! Il suo giapponese è ottimo! -. Miki
era visibilmente dispiaciuta per essersi spiagata male:
- i suoi lineamenti..non si vedono in giappone ragazze con lineamenti così
sofisticati e con dei bellissimi occhi verdi come i suoi! -.
- Miki…potresti scusarci? -. Interruppe il discorso Saeko che durante il piccolo
scambio di battute tra le due donne aveva scacciato i corvetti ed era tornata,
almeno apparentemente, normale. – Certo Saeko, scusami…è stato davvero un
piacere conoscerla signorina…? –
- Layne…Milena Layne -. A quel nome Miki sgranò gli occhi: - L-lei…è davvero
QUELLA Milena Layne???-. Saeko cercò di allontanarla dal tavolino: - Ti prego
Miki, stiamo discutendo di cose importanti e…- Miki non la stava ad ascoltare,
troppa era l’emozione che stava provando in quel momento.
- Lei è la manager del famosissimo attore William Scott???-.
- Beh…sì…-.
- Oh mio dio non ci posso credere!!!! Sono una sua grandissima fan, è il mio
attore preferito e ho visto tutti i suoi film! Quando ho saputo che veniva qui a
Tokyo per girare un film mi sono sentita morire! A proposito, quando esce in
giappone il film “Saturday life”??-. Miki continuava a parlare così velocemente
che Milena non sapeva a quale domanda rispondere per prima.
Per la fortuna di Saeko, intervenne Falco che chiese alla moglie di andare a
prendere le ordinazioni agli altri tavolini, dove inspiegabilmente c’erano dei
clienti.
A malincuore Miki lasciò le due donne e si diresse dagli altri clienti.
- Ritornando al discorso precedente…Ha seguito Ryo Saeba…-
- perché voglio essere a conoscenza di tutti i particolari, compreso il modus
operandi, della persona che dovrà proteggere William Scott.– concluse la frase
Milena.
- Ma lei è solo la sua manager…pensavo che il manager si occupasse di prendere
appuntamenti, parlare con i produttori…non di occuparsi della sicurezza
dell’attore…non esiste il servizio alla sicurezza? -. Chiese Saeko con fare
malizioso.
- William non ha mai voluto un addetto alla sua sicurezza, né delle guardie del
corpo. E’ una persona importante e per questo ho il dovere di pensare alla sua
incolumità, dato che anch’io potrei rimetterci perché se succede qualcosa a
William, la casa di produzione cinematografica non avrà un attore per il suo
film e noi saremmo costretti a pagare un’enorme penale…Quindi ho fatto ciò anche
per il mio interesse -. Rispose freddamente Milena.
- Può stare tranquilla Milena…City hunter è uno dei migliori professionisti sul
campo, di sicuro lo proteggerà meglio della polizia…- Guardando l’orologio si
accorse che stava esagerando con il permesso, il padre non gliel’avrebbe fatta
passare liscia questa volta. Si alzò dalla sedia e continuò a parlare:
- Non creda alle dicerie che si dicono in giro e a ciò che ha visto questa
settimana: Ryo è cambiato, non è più un playboy…lo fa soltanto per far
arrabbiare la sua assistente, ma questa è un’altra storia. Si fidi di me….ora
devo andare, il questore non accetterà neanche un minuto in più di ritardo! -.
- Senta…la ringrazio per tutto quello che sta facendo per noi -. Disse
sinceramente la donna. – E vorrei chiederle un altro piccolissimo favore…lei
dovrebbe essere in stretti rapporti con questo City hunter quindi…ci potrebbe
accompagnare lei da lui?-.
La poliziotta sorrise: - Certo, però posso accompagnarla solo domani dato che è
la mia giornata libera!-.
Shinjuku, il giorno dopo. Ore 9.00 del mattino.
Dlin Dlon. Dlin Dlon.
- Arrivo, un attimo!!- Kaori scendeva di corsa le scale imprecando contro il
partner che aveva lasciato i jeans davanti alla porta della camera da letto la
sera precedente.”tanto sarà quell’approfittatrice di Saeko venuta a rifilarci un
altro dei suoi incarichi impossibili”.
Arrivò davanti la porta e l’aprì. Il cuore le si fermò per un attimo vedendo chi
aveva di fronte: “non è possibile!! Ma è proprio….LUI?”
- Buongiorno! E’ lei la signorina Makimura?-
-Ah….eh…i-io…- Kaori non riusciva a parlare decentemente “forse sto ancora
sognando” pensava tra sé mentre l’uomo davanti a lei le sorrideva in attesa di
una risposta.
In quello stesso istante arrivò Ryo, che ancora mezzo assonnato sbadigliava
facendo un fortissimo rumore. - Kaori ma chi è che rompe all’alba??- Non avedo
risposta neanche lui, si avvicinò alla porta, vedendo la donna ancora con gli
occhi sgranati e la bocca mezza aperta.
- Siete ancora voi della compagnia telefonica?? Vi ho già detto che non vogliamo
niente quindi andatevene! -. Stava per chiudere violentemente la porta in faccia
al signore, quando Kaori gli diede una gomitata in pieno stomaco e riprese il
dono della parola: - ma che diavolo stai facendo idiota!! Non vedi che questo è
l’attore inglese William Scott??? – Anche Ryo non potè fare a meno di
sbalordirsi di fronte a quella dichiarazione. In effetti c’era qualcosa nel viso
di quell’uomo di molto famigliare, ma fino ad allora non sapeva spiegarsi cosa.
Si fece spazio Saeko, che aveva assistito divertita alla scena insieme a Milena:
- Salve ragazzi! Come va? Vi ho portato un nuovo cliente! -.
Con un’orribile smorfia Ryo si rivolse sgarbatamente alla poliziotta: - Un
cliente maschio?? Può essere anche il principe Carlo d’Inghilterra, tanto non
accetterei…AHI!!- Kaori l’aveva scaraventato con un pugno dall’altra parte del
corridoio. Un’enorme goccia comparve sulle teste dei due inglesi, mentre Saeko
non si scompose: “L’avevo detto io che questi due erano strani” pensò tra sé
Milena. La sua presenza venne percepita da Ryo, ancora accasciato in fondo al
corridoio, anche se la donna non aveva ancora varcato la soglia dell’ingresso:
“mmh…abbastanza alta, fisico da modella….e di sicuro uno schianto!!” Si alzò per
accertarsi delle sue sensazioni e potè constatare che non aveva sbagliato
assolutamente niente!
- Mia dolce donzella che vien dall’Inghilterra, Gradisce prendere un thè con
me?????- disse Ryo nuotando velocemente nell’aria verso la manager dell’attore.
(ma come diavolo fa???? NdA)
-AAAAAAAHHH!!!- la ragazza spaventata cercò di nascondersi dietro a William,
anche lui scioccato dalla visione di quell’uomo che fluttuava nell’aria.
“SDOOOOONG!!!” Tuttavia il povero Ryo non riuscì ad arrivare alla meta tanto
agognata a causa di una maxi padella comparsa dal nulla con cui Kaori aveva
bloccato il suo volo. – Oddio che dolore…Kaori sei impazzita???-.
Ryo, ancora con la padella piantata nel viso, iniziò a rivolgersi in modo
galante alla giovane donna: - good morning mia dolce principessa, sono sir Ryo
Saeba, per servirl…AAARGH!! -.
- La vuoi piantare con queste idiozie???? Devi rovinare la nostra reputazione
anche all’estero???? – Una bella martellata da circa 100 t si schiantò sulla
testa dell’uomo.
- mi scusi signorina, ma il mio collega di fronte ad una bella donna non sa
proprio contenersi….-
- non si preoccupi, non è successo niente…- Milena intravide negli occhi della
ragazza di fronte a lei segni di profonda delusione.
Fatte le presentazioni, tutti si accomodarono nel salotto dei due sweeper e
Saeko iniziò a spiegare la situazione: - Come immagino già saprete, William
Scott è uno dei migliori attori stranieri del cinema contemporaneo. E’ stato
assunto dalla casa di produzione giapponese “Diamond JP” per un film d’azione
del regista giapponese Hideki Souryo…-
- Hideki Souryo??? Ma non è lo stesso regista della famossissima serie horror
“Redroom 883” ????-.
- Esatto è proprio lui! – intervenne Milena alla domanda di Kaori. Fu lei poi a
continuare il discorso: - Già in Inghilterra circa tre settimane prima
dell’uscita europea del film “Saturday Life”, Will ha ricevuto una serie di
minacce da parte di una fan sconosciuta...-.
- …ma erano solo minacce…scritte su di un foglio di carta – intervenne per la
prima volta William – non avrei mai immaginato che fosse una cosa tanto seria…-.
- In che senso signor Scott? –
- Erano minacce strane, scritte su foglietti di carta, signor Saeba…Milena
continuava a ripetermi di assumere una guardia del corpo, ma io mi sono sempre
rifiutato, non volevo dei gorilla intorno a me anche perché sarei sembrato una
di quelle stars hollywoodiane che credono di essere degli dèi scesi in terra…
Poi ho pensato che si trattava di una fan squilibrata inglese e che qui in
giappone non avrebbe dato nessun fastidio…e invece...- fece una piccola pausa e
poi riprese il discorso con più grinta: - iniziate le riprese qui a Shinjuku,
sono capitati una serie di strani incidenti sul set, ma….- si fermò ancora.
Sembrava indeciso su quel che doveva dire, perciò intervenne Milena, pensando
che fosse ancora sotto shock per quanto era successo nei precedenti giorni:
-…questi incidenti erano rivolti indubbiamente a lui; nell’ultimo incidente, un
assistente del regista si sedette per sbaglio sulla sedia riservata a Will e…-
anche Milena sembrava ancora spaventata da quel che sarebbe potuto accadere se
le cose fossero andate leggermente peggio: - l’assistente prese la scossa
elettrica…per fortuna ebbe la forza di reagire e di allontanarsi dalla sedia,
sennò….ora è fuori pericolo anche se ha rischiato veramente tanto…-.
- La polizia ha rilevato sulla sedia un microscopico dispositivo elettronico che
al contatto termico, manda una serie di scosse elettriche a potenza crescente:
come vi ha già detto Milena, se l’assistente del regista non avesse avuto la
forza di allontanarsi dalla sedia, la scossa sarebbe diventata più potente e per
lui non ci sarebbe stato più niente da fare.- concluse la poliziotta.
- Ma perché non può essere la polizia ad intervenire in questa faccenda? –
chiese incuriosita Kaori.
- Eheh…Beh, ecco, di questi tempi al distretto di polizia ci sono tante cose da
fare….- Saeko non sapeva più cosa inventarsi, aveva creato così tante scuse che
non aveva più fantasia.
- In verità signorina Makimura sono stato proprio io a non chiedere l’intervento
della polizia -. Fu William che salvò la povera Saeko: - Non volevo che questa
situazione diventasse di dominio pubblico..-.
- Che strane fan che ha signor Scott…- Incominciò a dire Ryo stiracchiandosi le
braccia e sbadigliando a bocca aperta: - Mi potrebbe far vedere i bigliettini
che le ha mandato questa maniaca?-. William sgranò gli occhi “cosa gli rispondo
ora??”.
- ecco vede…io… li ho buttati…-.
Una serie di cornacchiette iniziarono a svolazzare sulle teste dei giapponesi.
- All’inizio pensavo che erano degli scherzi di cattivo gusto…così non c’ho
pensato due volte a buttarli! -.
- Non si ricorda nemmeno cosa c’era scritto? -. Ryo si era proteso in avanti, la
testa appoggiata sulle mani: - beh….sì…. erano strane frasi…del tipo “La tua
vita mi appartiene. Se non ti avrò io non ti avrà nessun’altra! “ oppure “ Sei
pronto ad assaggiare le fiamme dell’inferno mio dolce amore?”…- .
- Abbastanza focosa la tipa! – Ironizzò Ryo, che tuttavia gli si era insinuata
nella mente una strana sensazione.
- signor Saeba.- intervenne la manager abbastanza preoccupata per la sorte del
“suo” attore: - le chiedo di proteggere William almeno fino la fine delle
riprese…saremo pronti a pagare qualsiasi cifra…-
- In realtà signorina Layne non è il pagamento in denaro che voglio, bensì…..-
non riuscì a terminare la frase che si trovava con una pistola puntata nelle
parti basse: - prova a continuare a dire sconcezze del genere e faccio saltare
in aria il tuo ”amichetto”… - Kaori, ancora furiosa e addolorata per la pietosa
scenata proposta agli ospiti davanti all’ingresso, non accettò un’altra
allusione spinta da parte dell’uomo e ricorse alle maniere forti: - Mio dolce
amore scusami NON LO FACCIO PIU’!!!! – si trovava già chino a supplicarla di
risparmiarlo: -..però potresti puntare quella pistola da un’altra parte…non
credo che faccia piacere neanche a te far fuori il mio “amico”… ehehehe!! -.
Finì col punzecchiarla con una delle sue solite risatine da ebete.
La collera di Kaori era giunta ormai alle stelle: - maledetto porco….ancora
continui a farmi fare queste brutte figure….FUORI DA QUESTA CASAAAAAAAA!!!!!!! -
e con un bel martello della serie “Muori! (9999 t)” lo scaraventò fuori dalla
finestra.
-AIUUUUUTOOOOOOOOOooooooo….!!! –
Per un attimo non si sentì più niente. Poi un sonoro tonfo.
- E ringrazia il cielo di essere finito in mezzo ai rifiuti!! – Continuò a
sbraitare Kaori dalla finestra, mostrandogli il dito medio.
Ritornò dagli ospiti e con una risatina isterica riprese il discorso:
- Ehehehe….ehmmm…mi dispiace se quell’individuo è stato un gran cafone…
comunque…che dire….accettiamo volentieri il vostro caso!! Ahahah…..-. Kaori era
imbarazzatissima per il comportamento tenuto dal suo uomo, Saeko beveva beata il
thè, ormai abituata a quelle strampalate situazioni, mentre Milena e William si
guardavano spaventati, sperando di riuscire a ritornare in Inghilterra sani e
salvi.