le verità nascoste
capitolo 4: come possono essere vendicative le donne
- Amore, potrei
chiederti un piccolo favore? –
-Mmh…certo cara dimmi… - Ryo era estasiato dalle dolci carezze della sua
fidanzata.
Kaori non aveva proprio il coraggio di domandarglielo convinta della risposta
negativa del suo uomo; era pur certo però che questa volta non ci avrebbe
rinunciato per nulla al mondo!
-…Domani…. verresti a fare shopping con me?- La domanda, pronunciata velocemente
e tutta d’un fiato, spiazzò in un attimo Ryo. Seguì poi un lungo ed
interminabile silenzio interrotto infine dallo sweeper, ancora sbalordito:
- Cosa? ….a-aspetta un secondo….TU avresti organizzato una cenetta a lume di
candela a base di cibi afrodisiaci e una serata intera passata romanticamente
dentro la vasca….SOLO PER ANDARE A FARE SHOPPING INSIEME?? –
- Lo so, lo so…È davvero difficile corromperti! – I due innamorati erano immersi
insieme nella vasca da bagno: la testa di Ryo era appoggiata beatamente sul
petto della ragazza e quest’ultima lo teneva legato a sé con le sue
chilometriche gambe mentre giocherellava con le ciocche di capelli di lui. Un
forte odore di incenso aleggiava nel bagno mischiato ad una fitta nebbiolina.
Due bicchieri insieme ad una bottiglia di champagne semivuota erano appoggiati
su di un piccolo tavolino.
- NO, assolutamente NO! Lo sai benissimo che mi annoio da morire quando andiamo
a fare spesa! –
- Ti prego! È da più di due mesi che non mi accompagni! Sai quanto mi piace
farla in tua compagnia…-
- Puoi chiedermi tutto ma non questo! – Ryo sapeva benissimo però che la socia
non avrebbe gettato la spugna tanto facilmente.
- Dai….ti prometto che dopo farò tutto ciò che vorrai…..- Era proprio come
temeva: era passata all’attacco! E aveva puntato proprio sui suoi punti
deboli...
Con un sorriso furbesco di cui Ryo non si accorse, Kaori cominciò a sfiorargli
l’orecchio sinistro con dei piccolissimi baci e, vedendo che l’attacco stava
funzionando, passò al collo con dei baci più seducenti, continuando per un buon
quarto d’ora.
- No….t-ti ho detto che non ci vengo…però..- Tadaan! Era arrivata ad un passo
dalla vittoria! Anche Ryo capì che era giunta la sconfitta e cercò, seppur
disperatamente, di reagire e di allontanarsi il più velocemente possibile dalla
tentazione della carne.
Appena Kaori percepì un piccolissimo movimento di ribellione del partner, lo
strinse più forte a sé e rincarò la dose di baci: - allora, sei ancora della
stessa idea? – la sua voce era calma e bassa. Ryo era sul punto di cedere.
- N-no…non crollerò a dei ricatti del genere… – doveva ammettere che erano dei
ricatti piuttosto invitanti…
“Ancora poco e crollerà ai miei piedi!” Kaori era proprio soddisfatta di sé!
Certo però era davvero umiliante e vergognoso ciò che stava facendo. “Tutto
questo solo per un po’ di shopping insieme…” e una domanda le saltò tutto ad un
tratto alla mente: “non starò esagerando?”. Iniziò a riflettere sul suo
comportamento, interrompendo le deliziose torture che stava infliggendo al suo
povero “prigioniero”. Ryo interdetto girò il volto verso la sua ”torturatrice”,
vedendola pensierosa:
- Cos’è successo? Perché ti sei fermata? Hai capito forse che non devi più
assillarmi con queste stupidaggini? – .
“STUPIDAGGINI”??? Aveva proprio sentito bene? É così stupido che due fidanzati
escano la mattina insieme per fare delle compere???
“Maschilista!” pensò mandandogli uno sguardo torvo: “È questo ciò che pensi di
me?? Che vivo solo di STUPIDAGGINI?? Pensi che io sia così frivola?? Non te la
farò passare liscia Ryo Saeba, non solo ti convincerò a venire con me, ma ti
farò passare la mattinata più tremenda della tua vita!”. Ormai non aveva più
alcun dubbio: gliel’avrebbe fatto pagare quell’affronto! Vedendo quello sguardo
assassino, Ryo rabbrividì di paura. Kaori però si riprese immediatamente
sfoggiando uno sguardo simile a tutti quelli con cui Saeko riusciva a far cadere
gli uomini ai suoi piedi:
- Certo che no….-. E ai baci Kaori aggiunse anche delle piccole e delicate
carezze sugli addominali di lui.
Ora era proprio giunto al culmine della sopportazione: non ce la faceva più.
“mmh…adesso accetto…È troppo bella per dirle di no…” pensava continuamente….Ma
il suo orgoglio era immenso quanto quello della sua donna: “no, non posso, non
DEVO!! Perché farmi ricattare in questo modo?? Ho resistito per 8 lunghissimi
anni, resisterò ancora per un po’! Non vincerai cara Kaori, non questa volta…”.
- E va bene HAI VINTO TU! – Disse con aria sconfitta il povero sweeper. Il
precario equilibrio creatosi nella sua mente venne spezzato dalla volontà del
suo ”amico” e i suoi buoni propositi, dopo nemmeno 3 secondi da quando li aveva
formulati, svanirono in men che non si dica.
- YUHUUU!! CE L’HO FATTA!! – Gli diede un bacio sulla chioma bagnata. – Amore
mio, come farei senza di te! – Poi disse con voce più seducente: - Ti farò
passare una giornata indimenticabile…-
“Stai tranquillo, sarà decisamente indimenticabile!”. Pensò con un viso
celatamente diabolico. In quello stesso momento sentì Ryo staccarsi dalla sua
presa e girarsi velocemente verso di lei, facendo cadere un pò d‘acqua sul
tappeto di fronte la vasca: - Perché non cominciare adesso? – e si avvicinò alla
sua bocca sussurrandole con voce roca sulle labbra: - adesso sarai mia senza
fare capricci…-.
- Kaori vuoi scendere?? Sono già le undici, per le strade già ci saranno
centinaia di automobili e rimarremo imbottigliati nel traffico…con tutto questo
caldo non è l’ideale… -. “Però se rimarremo bloccati….NON DOVRO’ ACCOMPAGNARLA E
RITORNEREMO A CASA!! “ Pensava lo sweeper come se avesse scoperto l’acqua calda…
- Però ripensandoci…fai pure con calma! –
- Eh no caro, ho capito i tuoi pensieri: se ritardo ancora un po’, speri che
vedendo il traffico decida di ritornare a casa!! –
“Come ha fatto??” Pensava attonito e con gli occhi spalancati il poveretto
beccato in flagrante.
- Ormai ho imparato a conoscerti Ryo Saeba – Continuava ad urlare dal secondo
piano correndo da una parte all’altra della casa per trovare tutto l’occorrente
necessario per prepararsi: -…E avendo capito con quale brutta bestia ho a che
fare tutti i santi giorni, ho deciso che andremo a piedi! –.
- A PIEDI??? EH NO! QUESTO NON ERA NEI PATTI E POI DOVRO’ PORTARE TUTTE LE BUSTE
CHE……..-. Non riuscì a proseguire le proteste, dato che la parte inferiore della
mandibola era calata rovinosamente fin sotto le scarpe…La sua assistente
scendeva lentamente le scale come in una di quelle scene speciali dei film, dove
tutto va al rallentatore…
Il mondo si era annullato, i suoi pensieri si erano annullati
automaticamente…Non riusciva neanche a parlare decentemente a causa dello
spettacolo davanti ai suoi occhi: un top color azzurro turchese legato intorno
al collo, copriva a malapena il busto della ragazza, completamente nudo dietro a
causa della profonda scollatura sulla schiena…La stoffa leggera e trasparente
veniva fermata al corpo con una cordicella sui fianchi; una minigonna di jeans
aderentissima e cortissima veniva ricoperta per una buona parte dal top
turchese. Dei sandali, anch’essi turchesi e con tacchi a spillo vertiginosi,
davano un tocco di eleganza e nello stesso tempo di semplicità alla figura
slanciata di Kaori.
Il cuore di Ryo poi si fermò un istante vedendo il volto della donna: un leggero
ombretto blu circondava le palpebre degli occhi, ricoperte da un ombretto in
crema bianco. Le folte ciglia piene di mascara scolpivano nel cuore di chi lo
guardava lo sguardo sensuale e profondo della ragazza. Il fard faceva sembrare
la pelle ancor più chiara e levigata del solito; il lucidalabbra trasparente
evidenziava le labbra carnose della donna; i capelli erano leggermente bagnati e
spettinati.
Dopo qualche attimo di contemplazione da parte del socio, Kaori raggiunse Ryo
che ancora non riusciva a riprendersi dallo shock.
- Sai, quest’anno va di moda lo stile etnico… – Disse passandogli vicino per
prendere sul divano la sua borsetta. Un profumo sensuale ma delicato al muschio
bianco e alla mora penetrò prepotentemente nelle narici dell’uomo che, seppur in
maniera confusa, riuscì a pronunciare qualche parola di protesta:
- N-non…n-on v-vorrai mica uscire….così? –
- Qualche problema? –
- Beh….- Non poteva certo dirle che era geloso! Sarebbe stato preso in giro per
tutta la giornata. – Certo che c’è qualche problema! E se qualcuno ci attacca??
Come potrai fuggire da una scarica di proiettili con quei tacchi e con quello
straccio al posto della gonna?? -. Kaori però non era nata ieri, capì benissimo
che quella protesta non centrava un bel niente con l’eventuale attacco da parte
di un killer, ma con il pericolo di un attacco…da parte dell’intero genere
maschile! “Ed ecco qua che ci sei cascato come un pesce lesso, caro Ryo Saeba”
pensò fiera Kaori: “ Ma questo è solo l’assaggio della mia vendetta…”
- Non sarai mica geloso…-. Disse girandosi verso di lui e guardandolo negli
occhi con il mento alzato e un piccolo sorriso a fior di labbra.
- Certo che no! – Rispose irritato Ryo, troppo imbarazzato per essere stato
scoperto. – Ti ho già detto che non devi assolutamente vestirti in questo modo
se vuoi evitare l’attacco da parte di un killer! -. All’esterno sembrava avere
un perfetto atteggiamento professionale ma…a chi voleva darla a bere??
“Eh no amore mio…non mi sconfiggerai con la solita scusa del killer pronto a
ucciderci! “
Ondeggiando i fianchi, si avvicinò all’orecchio sinistro di Ryo, utilizzando uno
sguardo da bambina: - Dai…chi vuoi che ci voglia uccidere in una calda e afosa
mattinata di agosto…Non pensi che anche i killer abbiano bisogno di una vacanza?
-. Era la scusa più originale che aveva trovato in quel momento…Tuttavia era
anche quella che non avrebbe convinto nemmeno un bambino di 5 anni…si morse la
lingua per la stupidaggine che aveva appena detto. La risposta però fu proprio
quella sperata:
- Sì…In effetti…anche loro saranno andati al mare…e…si
staranno…divertendo…e…potresti uscire così….se vuoi….- Il povero Ryo era
decisamente fuso. A causa della “bella” sorpresa di Kaori, non riusciva a capire
più niente e articolava difficilmente frasi senza senso…anche se gli avesse
detto che senza quel vestito i marziani l’avrebbero rapita, lui ci avrebbe
creduto.
Per la strada, proprio come aveva progettato Kaori, tutti la guardavano come un
angelo sceso dal cielo tra i peccatori; c’era chi la guardava con occhi
sognanti, chi rimaneva a bocca aperta e con gli occhi sgranati, chi la guardava
con desiderio e chi urlava dall’altra parte della strada qualche
apprezzamento…Ma non appena cercavano di avvicinarsi a lei, lo sguardo omicida
dello sweeper li trapassava da parte a parte, facendoli rabbrividire e
allontanarli dalla sua donna. “Perfetto” pensava continuando a calmare i
bollenti spiriti degli uomini che incontravano con delle spaventose occhiatacce:
“ Oltre ad essere un grandissimo idiota per aver lasciato uscire Kaori in quella
maniera, ci si mettono anche questi maniaci a rovinarmi la giornata! Se solo
potessi, li ucciderei uno ad uno...o magari prima li torturerei e poi li
getterei nell’acido…”. Mentre pensava alle possibili probabilità di morte, anche
la sua socia stava pensando tra sé: “Ahh..dannazione che vergogna! Perché ho
deciso di fare una cosa così stupida?? Non sono abituata a tutti questi
sguardi…”. Doveva ammettere però che era davvero una soddisfazione avere tutti
quegli ammiratori…anche se nel suo cuore c’era già una persona…una sola…non una
di più…
Vedere quegli atteggiamenti possessivi da parte del suo uomo, la faceva sentire
al settimo cielo, come se avesse raggiunto la felicità eterna… La sua parte di
donna innamorata voleva cancellare l’offesa che aveva ricevuto la sera
precedente…Tuttavia, c’era anche l’altra parte di sé stessa, la donna orgogliosa
e vendicativa, che cercava di farla resistere, di continuare a fargliela pagare
anche per tutte quelle volte che in quegli anni passati l’aveva presa in giro:
“Avanti Kaori” le diceva continuamente: “finalmente è arrivata l’occasione per
fargliela pagare al tuo caro Saeba! Non vorrai cancellare anni e anni di
scherzetti idioti vero??”. Già aveva ragione! Ora era arrivato il suo turno,
doveva assolutamente continuare la sua vendetta!
Con questo pensiero rallentò il passo, aumentando ancora di più la sua camminata
e le sue occhiate provocanti: - Kaori non potresti camminare come sempre??-
- Ma se cammino come tutti gli altri giorni..-
- No cara, riconosco la tua camminata..direi invece che questa camminata è nello
stile di Saeko –
-M-ma no… cosa dici??- rispose prontamente con una risata agitata e quasi
isterica.
– È solo che…con questi tacchi..beh…è normale che alla fine si debba ondeggiare
un pochino con i fianchi per tenersi in equilibrio! -.
- E da quando tu sei diventata un’esperta di scarpe femminili?? Pensavo che
questi argomenti non rientrassero nell’interesse di un uomo! – Cercò di
provocarla, sperando di finire schiacciato da uno dei suoi amati martelloni,
ritrovando così la Kaori di sempre. Purtroppo però non reagì come avrebbe
voluto. – Beh…a quanto pare tutti questi uomini non la pensano come te…- lo
sweeper diede una rapida occhiata intorno a sé per poter accorgersi che schiere
di uomini, approfittando della momentanea distrazione dell’uomo, avevano
ricominciato ad ammirare Kaori. Irritato da tutti quegli sguardi famelici, la
prese per il braccio e la trascinò violentemente fino alla fermata del tram.
La giornata passò nel peggiore dei modi: il povero Ryo non riusciva proprio a
contenere la sua socia che quel giorno, era diventata decisamente un’altra!
“Ma cosa diavolo le è successo?? Prima il vestito, poi gli sguardi agli altri
uomini, quella strana camminata…”. Entrarono addirittura in centinaia di negozi
di abbigliamento femminili per provare questo e quell’altro abito (naturalmente
tutti abbastanza sexy e succinti), diventando oggetto di desiderio per tutti gli
uomini che si trovavano dentro le boutiques: “che schifo di giornata…” pensava
infuriato lo sweeper mentre portava in mano numerose buste che contenevano i
vestiti che aveva deciso di comprare la sua socia.
Un altro fatto gli diede però una maggiore preoccupazione: “chi diavolo era
quello che ci ha seguito per tutto il giorno? Un maniaco forse? Qualche sporco
bastardo invaghitosi di Kaori? O qualcuno che vorrebbe farle del male?. Al solo
pensiero il suo viso si rabbuiò completamente. Kaori, avvertendo quello sguardo
che pensava fosse stato causato dal comportamento che aveva tenuto durante il
giorno, sentì il suo cuore spezzarsi in mille pezzi: “Sono davvero una stupida!
Ma come l’ho ridotto?? E per una stupida vendetta poi….”. Decise quindi di
rimediare a quel suo comportamento infantile:
- Ryo…senti…ti andrebbe di…andare a ballare?? –.
- Non ci pensare neanche di andare in discoteca vestita in quel modo!! Lì ci
sono i peggio pervertiti del giappone e…-
- Non ti preoccupare…se sono riuscita a tenere a bada il pervertito n.1 del
mondo intero, con gli altri non avrò problemi…- La guardò di nuovo negli occhi:
uno sguardo carico di affetto e amore gli penetrò nel cuore…era ritornata Kaori,
la SUA Kaori, la donna più dolce e forte che aveva mai incontrato in vita sua e
che era riuscito a farlo innamorare come un bambino.
- Va bene, ma ci vengo solo ad una condizione…Devi tornare a casa e cambiarti
d’abito! -.
- Perché così non ti piaccio…?- cercò di provocarlo un’ultima volta con degli
occhioni languidi.
- NO, NO…non volevo dire questo…s-sei… bellissima, anche troppo…- Era davvero
divertente vederlo arrossire in quelle rarissime volte che capitava: - E non
voglio che gli altri…beh..mi hai capito…o no…? – Cercava di spiegare ma era
troppo imbarazzato per dirle la verità: – Non ti preoccupare, ho capito…-. Un
magnifico sorriso si stampò sulle labbra della ragazza, interrompendo le
strazianti spiegazioni del suo partner. Le parole non servivano più, lei aveva
perfettamente capito che era geloso marcio e, entusiasta di averlo “quasi”
sentito pronunciare dalle sue labbra, gli diede un leggero bacio: - Ora saliamo
e corro a cambiarmi! –.
Una spumeggiante musica latina usciva dal locale in cui i due stavano per
entrare: non era la solita discoteca piena di sballati e musica dance così alta
che penetra nelle ossa, ma una deliziosa pista da ballo all’aperto, piena di
faretti che emettevano una luce calda che si rifletteva sui volti degli
innamorati che danzavano, chi in maniera un po’ buffa, chi in maniera
eccezionale, sulle note dei migliori cantanti latino-americani.
Ryo si stupì della scelta della donna: da come era trascorsa la giornata,
pensava di finire in una di quelle baracche per i giovani piene di luci
accecanti e musiche allucinanti. I suoi pensieri vennero interrotti da Kaori,
che lo prese per mano e lo trascinò nel mezzo della pista. – Allora hombre,
bailamos? – un sorriso divertito si dipinse sul volto del giovane: - con mucho
gusto! –.
Le note allegre e frizzanti della canzone “no me ames” di Jennifer Lopez e Mark
Anthony si diffondevano nell’aria e tra le coppie presenti. All’inizio un po’ in
difficoltà, Ryo si dimostrò un mediocre ballerino, mentre Kaori sembrava una
ballerina professionista: - Ma dove cavolo hai imparato?? – Le disse,
incredibilmente sorpreso della sua abilità. – Nel mio poco tempo libero pratico
danza jazz e, anche se non è proprio lo stesso stile, i passi fondamentali sono
quelli! -.
Forti risate provenivano da quella deliziosa coppia, a causa di tutti i passi
che il ragazzo sbagliava. Poi la musica si fermò improvvisamente e dalla
consolle del dj partì un romantico lento che prevedeva un ballo guancia a
guancia: - A questo non mi batte proprio nessuno! – Disse fiero di sé Ryo.
Non ho bisogno più di niente adesso che
Mi illumini d’amore immenso fuori e dentro…
Ma credimi se puoi...
Credimi se vuoi…
Credimi e vedrai…non finirà mai…
Ho desideri scritti in alto che volano…
Ogni pensiero è indipendente dal mio corpo…
Credimi se puoi…
Credimi perché…
Farei del male solo e ancora a me….
Kaori prese la mano che Ryo le offriva e si strinse saldamente al suo petto. Da
quel punto poteva sentire distintamente il battito veloce e violento del suo
cuore che, al solo contatto con la sua pelle, non riusciva a rallentare. “Un po’
come il mio” pensava la donna sorridendo tra sé.
Qui…grandi spazi e poi noi…
Cieli aperti che ormai…non si chiudono più
C’è bisogno di vivere da qui….
Ryo mise un braccio dietro la schiena della donna e con l’altra mano le
accarezzava la testa, mentre assaporava il dolce profumo dei suoi capelli: senza
tutto quel trucco della mattina era davvero un incanto…
Vivimi senza paura, che sia una vita o che sia un’ora
non lasciare libero o disperso questo mio spazio adesso aperto..ti prego!
Vivimi senza vergogna anche se hai tutto il mondo contro
Lascia l’apparenza e prendi il senso…
E ascolta quello che ho qui dentro….
”Perché proprio io?..Perchè mi è stata donata una donna splendida come lei?? La
merito davvero?”. Non sapeva darsi una risposta soddisfacente... Sentendo le
braccia di lui irrigidirsi intorno a sé, Kaori alzò lo sguardo e vide il
bellissimo viso del suo partner immerso in mille pensieri che, lo immaginava,
gli procuravano soltanto dolore. Quando Ryo si accorse dello sguardo fisso su di
lui, Kaori gli lanciò uno dei suoi più bei sorrisi: “ecco la risposta che
cercavi” ….
Così diventi un grande quadro che è dentro me
Ricopri una parete bianca e un po’ anche stanca….
credimi se puoi…
Credimi perché…
Farei del male solo e ancora a me…
Qui…. Tra le cose che ho…
Ho qualcosa di più… che non ho avuto mai
Hai bisogno di vivermi di più…
- Ryo…?-
- Dimmi…-
-…Scusami…..-. Lui abbassò la testa e la fissò stupito.
- E di cosa? –
- Ecco… vedi…- e gli spiegò tutta la storia della vendetta. Lo sweeper si mise a
ridere di cuore.
- Ecco lo sapevo…sei il solito cafone! – rispose Kaori rossa di rabbia e ferita
nell’orgoglio. Vedendo il suo viso diventato improvvisamente triste, si morse la
lingua per la sua stupidità.
- Non offenderti tesoro….sono io a doverti chiedere scusa…non dovevo offenderti
in quel modo ieri sera…-. Pensava che l’avrebbe presa in giro per tutto il resto
della serata e invece con enorme sorpresa le chiese scusa: “Che persona
meravigliosa” pensò tra sé Kaori con gli occhi velati di lacrime.
Mentre lo sweeper cercava ancora di scusarsi per il suo poco tatto, la donna gli
mise un dito davanti alla bocca, seguito poi dalle sue labbra: - Non scusarti,
ti prego…non roviniamo questa magica serata con una montagna di scuse inutili –
che effettivamente, non erano nello stile di Ryo.
Vivimi senza paura…
anche se hai tutto il mondo contro…
lascia l’apparenza e prendi il senso…
e ascolta quello che ho qui dentro……..
Finita la canzone, i due rimasero ancora abbracciati più intensamente di prima,
immobili sulla pista da ballo… Le altre coppie, che ormai avevano lasciato la
pista da un bel po’, rimasero a guardare i due con un intenso calore nel cuore:
tutto il loro immenso amore fuoriusciva dalla loro pelle e si insinuava negli
animi degli spettatori, commossi per le forti emozioni che provenivano dai due.
“Dopo tutto” pensarono in sintonia i due, “è stata davvero una giornata
indimenticabile”.