le verità nascoste
capitolo 3: una giornata qualunque a Shinjuku
Shinjuku, Tokyo. Ore 8.30 del
mattino.
Una dolce e calda giornata estiva era iniziata in uno dei numerosi quartieri
di Tokyo. In una stanza di un palazzo dai mattoni rossi, una donna iniziò a
svegliarsi dal sonno a causa dei forti raggi solari che passavano
prepotentemente tra la serranda; aprì gli occhi e si accorse che un forte
braccio la teneva legata ad un uomo a pochi centimetri da lei: ancora le
faceva uno strano effetto tutta quella tenerezza mai avuta dal suo partner
“di lavoro” durante quei primi anni convivenza.
Erano passati diversi anni dal matrimonio di Miki e Falco, ma soprattutto da
quella magnifica (almeno agli occhi di Kaori) dichiarazione da parte di Ryo.
Al di là di ogni aspettativa, tutto era radicalmente cambiato da allora e in
meglio!
....Ma se proprio bisogna dire la verità, le vecchie abitudini non erano DEL
TUTTO cambiate: sbronze fino a notte fonda, sveglia all’una del pomeriggio,
Kaori che lo prende a martellate ogni volta che abborda una bella donna, i
soliti paragoni con le altre donne, gli attacchi notturni alle clienti
(anche se erano decisamente diminuiti)…tutto sembrava identico agli occhi di
un individuo qualunque, ma c’era qualcosa di speciale che era finalmente
riuscito ad emergere: l’amore.
Ogni volta che la faceva arrabbiare, le si avvicinava dolcemente e le
sussurrava all’orecchio: - ancora ci caschi come una volta? Non capisci che
ci sarà sempre e solo una donna nel mio cuore?? – Facendola diventare rossa
come un pomodoro quando alla fine capiva che era tremendamente gelosa…e
senza alcun motivo!
Tirò verso di sé il suo cuscino e si appoggiò sui gomiti per riuscire ad
alzare il busto vedendo così il viso dell’uomo che amava: sembrava dormire
in un sonno decisamente profondo, mentre come un bambino abbracciava il suo
cuscino credendo che fosse la donna che teneva stretta fino a pochi minuti
prima. Era davvero dolce! Nessun malvivente che aveva incontrato fino ad
allora avrebbe mai immaginato che lo spietato killer City hunter in realtà
fosse così buffo mentre dorme! Quale disonore per la sua fama se si venisse
a sapere in giro!
Rimase a guardarlo per una buona mezz’oretta, contemplando ogni parte del
suo viso, fino a scendere sui suoi muscoli e poi risalire ai capelli,
perennemente in disordine e illuminati dai raggi del sole, ormai abbastanza
alto nel cielo, che faceva brillare le goccioline di sudore sparse sulla sua
chioma. Era davvero perfetto, nessun dubbio!
Era pur certo che non poteva passare la mattinata a rimirarlo; anche se era
un’ottima prospettiva, non era nel suo stile: era una donna attiva ma
soprattutto orgogliosa, non poteva farsi trovare dal partner in piena
contemplazione del suo corpo! Di sicuro avrebbe iniziato a prenderla in giro
affermando che senza di lui, lei non potesse vivere, e ciò non è certo
qualcosa da dire ad una donna di fine millennio che non dipende più
dall’uomo come un tempo! Certo però quant’erano belle quelle labbra
socchiuse e così invitanti..
- Kaori cazzo, la vuoi smettere di fissarmi! –. I suoi pensieri vennero
interrotti da Ryo che, proprio come temeva Kaori, si era accorto del suo
sguardo:
- Ho capito che senza di me non puoi vivere, ma almeno lasciami dormire un
pò! Poi quando mi sveglio potrai avermi tutto per te e…OUCH! – Un enorme
cuscino da circa 10 tonnellate seppellì il povero sweeper:
- Non osare mai più dire delle idiozie del genere! Sei un brutto porco
maschilista, come puoi solamente pensare che la donna, agli inizi del 21°
secolo, non riesca a vivere senza la presenza di un uomo!!! Non è
assolutamente vero, Capito???? - Si era davvero innervosita…la tranquillità
e la pace della mattina erano decisamente svanite…
-Ah sì? E’ questo allora ciò che pensi?? Devo dire che l’uomo e la donna
vivono proprio su due pianeti differenti…– disse scherzosamente con l’aria
di chi stesse per dire qualcosa di estremamente importante.
- E perché?? Sentiamo!! -
- Perché io senza di te non riuscirei mai ad andare avanti! – disse
alzandosi dal cuscino e guardandola intensamente negli occhi con un dolce
sorriso sulle labbra.
La rabbia di Kaori era senza dubbio scomparsa.
Uscita dal bagno dopo una bella doccia, trovò il suo fidanzato intento a
cucinare qualche cosa, forse una frittata:
- Ryo ma cosa stai facendo? –
- non lo vedi, ti sto preparando la colazione! –
- DAVVERO??? E cos’è successo oggi?? Di solito sono io che faccio la
colazione…e a pensarci bene…tu non sei proprio bravo a cucinare…..- disse
con il terrore negli occhi.
- tranquilla ho tutto sotto controllo! Con questo nuovo libro di ricette che
ho trovato vicino al frigorifero, farò una colazione da leccarti i baffi! –
l’assicurò con aria soddisfatta mentre era intento a cucinare una crêpe.
Kaori si avvicinò alla stufa mentre assaporava nell’aria un odorino
delizioso: - Mmh…dall’odore non sembra niente male! Speriamo che da oggi in
poi ti occuperai tu dei pasti e io prenderò il tuo posto sdraiandomi sul
divano e sbraitando di avere fame! –
- ehi, non ti ci abituare!! Non si è mai visto il più grande sweeper del
giappone, anzi no, del mondo intero con un grembiulino da cucina!! –
E già Kaori si stava immaginando un Ryo stile “dolce nonnina” con un
grambiulino rosa tutto ricamato con scritto davanti il suo nome intento a
chiamare Kaori per avvertirla che il pranzo era pronto.
- Mbè?? Cos’hai tanto da ridere??? –
-Eheh… Niente niente. Stavo pensando….O MIO DIO!! RYO LA CRÊPE!!!! –
Un denso fumo proveniva dalla padella, dato che ormai la crêpe era
completamente bruciata. Ryo cercò di girarla dall’altro lato come un vero
chef e con un colpo di mano fece saltare la crêpe in aria ma, con tutta la
forza che aveva usato, arrivò quasi fino al soffitto…Ryo e Kaori alzarono
entrambi il volto verso la crêpe che però cadde rovente sul viso
dell’imbranato cuoco.
Un urlo disumano fece allontanare gli uccellini dalla finestra e spaventare
i numerosi passanti sotto il palazzo.
- BWAHAHAHAH!! RYO SEI DAVVERO RIDICOLO!! NON SAI NEANCHE CUCINARE UNA
STUPIDISSIMA CRÊPE, VERGOGNA!! –
- PIANTALA BRUTTO POLIPO!!! Dannazione Kaori, perché siamo venuti qui…EHI MA
STATE RIDENDO PURE VOI???? –
Nel caffè Cat’s Eye tutti stavano ridendo per l’enorme ustione che aveva sul
viso il povero Ryo, compresa Kaori che, anche se non voleva ferire il suo
orgoglio ancora di più, non riusciva a contenere le sue risate.
- Maledetta!! E io che mi sono ustionato per te, per prepararti la
colazione…non meriti proprio tutti questi riguardi!! – sembrava veramente
offeso. La povera Kaori capì che stava esagerando e riuscì, seppur
faticosamente, a ritornare seria e a consolarlo:
- ma amore, lo sai che ti amo lo stesso anche senza tutte queste premure!
Non c’è bisogno che tu debba prepararmi la colazione, mi dimostri il tuo
amore anche in altre parti del giorno...- quest’ultima frase venne appena
sussurrata nel suo orecchio e solo Falco riuscì a sentirla, diventando
naturalmente rosso avendo capito il senso malizioso della frase.
Riuscì comunque a darsi un contegno e a continuare, come da copione, a
infilare il dito nella piaga:
- Non dare la colpa a Kaori se sei un imbranato!! –
– brutto scimmione non c’è niente di cui vantarsi nel saper cucinare!! Direi
proprio che sei tu il disonore degli sweeper! Falco, il più grande assassino
del giappone, ritiratosi per diventare cameriere in un bar (e per di più
vestito da pinguino) a tempo pieno! TSÉ!!! –
- Brutto idiota, guarda che io mi sono ritirato solo perché ormai la vista
mi impediva di esercitare il mio mestiere e visto che Miki aveva bisogno di
una mano, ho dovuto aiutarla, CHIARO???? – E i due iniziarono a litigare
violentemente come tutti i santi giorni.
Mentre padelle, sedie, tavoli, parolacce e insulti volavano tranquillamente
nel bar insieme a tante libelluline e corvetti che cercavano disperatamente
di schivare gli oggetti, Miki e Kaori iniziarono a discutere felicemente tra
di loro come se nulla stesse accadendo a pochi metri da dove erano sedute:
- Guarda un po’ cos’è arrivato oggi?Il giornale con la nuova collezione
autunno-inverno del prossimo anno! L’ho ordinato qualche giorno fa ed è
arrivato oggi! Non è un amore questo completino azzurro? – disse Miki
all’amica mentre cercava di trovare la pagina in questione:
- ma dove cavolo é?...ah! eccolo! – E le mostrò un completo azzurro chiaro
formato da una deliziosa camicia scollata sul decolté e con le maniche a tre
quarti arricciate che terminavano con un piccolo fiocchetto. La gonna, che
arrivava appena al ginocchio, era invece impreziosita da una cintura di
pelle bianca con una fibbia d’acciaio.
- Mmh…davvero nente male!! Peccato che costi una fortuna!... E cosa ne dici
di questo nella pagina accanto? Oddio è delizioso! –
Si trattava di un semplicissimo maglioncino di pura lana bianco con un
pantalone nero aderente che veniva nascosto per una buona parte da un paio
di stivali bianchi.
– Davvero semplice ma..Seducente!! Eheh..la mia cara amichetta finalmente si
è fatta più audace eh? – il commento di Miki fece diventare Kaori rosso
fuoco:
- Beh…io non volevo dire che era audace…solamente che..lo trovavo più
semplice, ecco! –
La discussione tra le due donne venne bruscamente interrotta da un urlo di
Ryo che era stato scaraventato da Falco fuori dalla finestra del bar.
- Falco insomma! Ho capito che vuoi uccidere Saeba, ma almeno cerca di non
distruggere il locale! – Miki era davvero esasperata.
- Scusami Miki, ma quel cretino mi ha fatto davvero arrabbiare! Da oggi sarà
ben’accetta solo Kaori, non voglio vedere nemmeno l’ombra di quel vegetale,
HAI CAPITO BUFFONE????- dalla strada arrivò la risposta, seppur con una voce
non poco ferma:
- s..stai tranquillo, non metterò più pied..e nel bar quando ci s..arai anch
tu…..ma n..on potr.ai impedir..mi di vedere…Mik..- e cadde tramortito a
terra.
- Uff che noioso che sei! E adesso dovrei anche riportarti a casa?? Ma lo
sai quanto pesi???? – Disse Kaori decisamente seccata di lasciare l’amica.
- Se vuoi ti do una mano io! – Miki si propose d’aiutarla, Falco proprio non
ne voleva sapere. Kaori rifiutò la gentilezza dell’amica e uscì dal bar
salutando tutti. Prese quel che rimaneva del suo partner per il bavero della
giacca e lo trascinò via.
Una donna che li aveva spiati dalla macchina per tutto il tempo poco più in
là, rimase a dir poco scioccata.