le verità nascoste

capitolo 14: lo scontro con il passato

- Tutto a posto Kaori?? –
La donna diede dei deboli cenni di vita, e ciò fece risollevare un poco l’attore. Provò ad aprire gli occhi, ma li richiuse subito, infastidita dalla luce accecante di un piccolo faretto posto sul soffitto. Sentiva la testa dolerle particolarmente nella parte inferiore, di sicuro a causa del brutto colpo infertole qualche ora prima.
Quell’odore di moquet vecchia e ammuffita le arrivò alle narici così violentemente che le venne quasi da rimettere lì sul posto:
- Aargh…. ci mancava solo questo tanfo nauseabondo al risveglio… sì comunque, sto bene… te? Da quant’è che sei sveglio? -.
- mi sento un po’ frastornato a causa del cloroformio… ma non è da molto che sono riuscito a svegliarmi… forse era meglio se dormivo un altro po’…-
In effetti quel posto così malmesso e quell’odore di vecchio così forte non poteva di certo influire su un buon risveglio…
Proprio mentre i due cercavano di recuperare qualche forza perduta a causa dell’attacco, entrò improvvisamente un uomo, il cui abbigliamento così elegante e raffinato strideva in maniera eccessiva con quella topaia: - Finalmente vi siete risvegliati! Stavo iniziando seriamente a preoccuparmi…-. Quella voce e quello sguardo così freddo William l’avrebbe riconosciuto fra milioni. Lo stesso che a distanza di trent’anni ancora lo torturava durante i suoi peggiori incubi: - tu…-. Sussurrò a malapena l’attore con odio profondo.
- Ho cercato di rendere l’ambiente il più accogliente possibile, proprio per voi che oggi siete i miei ospiti d’onore! –.
- A giudicare da questi simpatici roditori che circolano per la stanza, tutta questa polvere e questa puzza incredibile, non penso troppo che ti sia dato tanto da fare…- intervenne sarcastica Kaori.
- Oh! – esclamò l’uomo: - … sono terribilmente addolorato che ciò non sia di suo gradimento signorina… Ma almeno ha l’onore di essere stata legata con uno degli uomini più affascinanti del pianeta, il signor Scott intendo -.
William rimase in un silenzio tombale. Come aveva già immaginato, quell’essere non si ricordava chi lui fosse. Strinse i pugni più forte ancora e continuò a fissare il pavimento.
- Non credere di poter essere così spiritoso con noi!! Stai sicuro che appena Ryo ti troverà, ridurrà te e i tuoi scagnozzi in cenere…-
- Il suo Saeba sa già dove vi trovate -. La interruppe Vincenzo Lotario: - sono stato proprio io ad indicargli il posto e l’ora! -.
- Allora vuoi proprio morire….- le rispose in tono di sfida la donna.
- Lo vedremo cara…. Lo vedremo…-.


In macchina, verso l’edificio Taeguchi.
Il silenzio era caduto tra i due già dall’uscita dall’appartamento degli sweeper. Sia Ryo che Milena erano completamente assorti nei loro pensieri. Come diavolo aveva fatto Kaori a non accorgersi della presenza minacciosa dei rapitori?? Eppure in quegli ultimi tempi era diventata davvero un’incredibile detective, finalmente riusciva a cavarsela in ogni tipo di situazione grazie ai suoi insegnamenti sulle tecniche di difesa… Non erano stati abbastanza sufficienti? Lo sapeva, non avrebbe dovuto farli andare da soli all’appuntamento; anche se non era Will il bersaglio principale, sarebbe dovuto arrivarci al fatto che l’avrebbe sicuramente usato come esca… Sapeva del forte sentimento che univa i due.. che i suoi scagnozzi l’avessero già seguita in Inghilterra ad ogni minimo passo per scoprire i suoi punti deboli? Poteva essere un’idea, o forse era capitato tutto per una strana e perversa fatalità… L’unica cosa che sapeva con certezza in quel preciso istante, era che se solo avessero torto un capello a Kaori, li avrebbe sterminati tutti, senza alcuna pietà.

Al posto del passeggero, Milena teneva le mani unite nel suo grembo. All’apparenza sembrava tranquilla, forse era convinta che tutto si sarebbe sistemato per il meglio. In realtà nel suo cuore albergava un vortice infinito di sensazioni. Paura? Angoscia? Rabbia? Amore? Cosa stava provando esattamente in quel preciso istante? Non riusciva a darsi una risposta..
Non aveva avuto neanche il tempo di rimanere scioccata dalla storia raccontata una mezz’ora prima dallo sweeper, in quel momento l’unico suo pensiero era diretto esclusivamente a William. L’unica cosa che sapeva con certezza in quel momento, era che se solo avessero torto un capello all’attore, avrebbe aiutato in qualsiasi modo Saeba a sterminarli tutti, senza alcuna pietà.

Edificio Taeguchi. 3° piano. Ore 22.45
Anche nella putrida stanza dell’edificio abbandonato, i due sequestrati, messi a tacere da uno scagnozzo di Vincenzo Lotario che puntava loro un mitra alle teste, pensavano alla loro situazione attuale e a ciò che era successo durante il pomeriggio.
Soprattutto Kaori non riusciva a darsi pace per l’errore imperdonabile che aveva commesso… L’assistente del più grande sweeper del giappone, rapita in pieno giorno da DUE scagnozzi… se ne vergognava terribilmente, ma purtroppo quella era la cruda realtà.
A cosa erano servite tutte quelle intense ore d’allenamento insieme a Ryo per diventare una degna partner se alla fine si ritrovava alla stessa situazione di prima?? Come al solito, Ryo doveva andarla a salvare mettendo in gioco la sua vita per una sua stupidissima distrazione. Il solito copione era dunque rientrato di nuovo in scena. E ne era davvero nauseata. Chissà a cosa stesse pensando in quel momento il suo socio… Forse, che tutti quegli insegnamenti erano da considerarsi fatica sprecata? Che lei sarebbe comunque rimasta una perfetta incapace anche sottoponendola a qualsiasi tipo d’allenamento? Si malediceva mentalmente per aver tanto insistito a discutere quella mattina sui sentimenti dell’attore nei confronti della sua manager. Si era distratta, e in quel mondo così pericoloso ogni tipo di distrazione era fatale, impossibile commetterne una. Eppure lei l’aveva fatto. Sospirò affranta, cercando di non fare rumore;
“Cosa diavolo stai combinando?? Stai rimurginando sul passato?? Sei ridicola! Ormai hai commesso una grossa stupidaggine, cerca di non commetterne un’altra tra poco e di essere d’aiuto a Ryo!” il suo spirito combattivo riuscì a dissuaderla da quello stato di rassegnazione. Non poteva farsi trovare certo in quelle condizioni dal suo socio che stava venendo a prenderla! Piangere sul latte versato non era assolutamente da lei e Ryo non l’avrebbe mai accettato, per niente al mondo. Una nuova carica le riempì il cuore, doveva farsi trovare pronta ad intervenire in qualsiasi momento. Era o non era City hunter?

William con la schiena contro quella della donna, ripensava all’incontro fatto qualche istante prima con quell’essere che in teoria doveva essere suo padre. Cosa provava verso quell’uomo? Niente, solo un rancore così intenso che aveva raggiunto la sua massima estensione quando Ryo gli rivelò chi si nascondeva dietro le minacce rivolte a Milena.
Quant’altro ancora avrebbe dovuto soffrire a causa di quell’individuo?? Non gli era bastato uccidere l’unica sua famiglia, la sua povera madre? Ora doveva distruggergli la vita ancora una volta con la morte dell’unica donna che avesse mai veramente amato durante la sua vita?? No, non gliel’avrebbe permesso, mai! Piuttosto, si sarebbe volentieri macchiato le mani pur di riuscire a proteggerla… sperava che Ryo non le avesse raccontato tutto, ma ormai a causa della situazione creatasi, supponeva che la donna avesse già conosciuto la verità. Avrebbe continuato a restargli accanto nonostante avesse scoperto che suo padre aveva sterminato la sua famiglia? Oppure l’avrebbe odiato e abbandonato per sempre? Tante, troppe domande gli passavano in quel momento nella testa. Cercava disperatamente di dare una risposta a tutte, ma senza alcun risultato. Sperava solamente che tutto si sarebbe risolto per il meglio e che Milena non avrebbe più corso alcun rischio del genere… E sperava ardentemente che Ryo non l’avesse portata con sé in quel covo malfamato, ma che l’avrebbe dissuasa a rimanere a casa al sicuro con il signor Ijuin e la moglie...


La mini si fermò davanti ad un cancello arrugginito. Finalmente erano giunti all’edificio Taeguchi, una vecchia fabbrica abbandonata dopo il fallimento e che era situata nella zona industriale e periferica di Tokyo.
Tirato il freno a mano, Milena aveva già aperto la portiera dell’auto, ma venne tempestivamente bloccata da una mano di Ryo. La guardò intensamente negli occhi. Mai era stato così serio fino ad allora nei suoi confronti: - Milena, non è uno scherzo. Posso benissimo cavarmela da solo, non ho bisogno della tua presenza. Resta in macchina…-.
- Saeba, piantala. Lo sai benissimo che quando non mi vedranno arrivare, non esiteranno a fare fuori sia Kaori che William prima che tu possa arrivare nella lora stanza. E’ questo quello che vuoi? -.
- Will non mi perdonerà mai se ti dovesse succedere qualcosa di grave…-
- ...e io non ti perdonerò mai se dovesse succedere qualcosa a Kaori e Will.- rispose infine risoluta la donna. Ryo non sapeva che altro fare per convicerla a rimanere al sicuro e tuttavia il suo ragionamento purtroppo non faceva alcuna piega; quindi la fece scendere dalla macchina, accostandosi vicino ad essa per proteggerla da eventuali attacchi improvvisi.

- Eccoli lì, finalmente sono arrivati…- Lotario guardava soddisfatto i due che si apprestavano ad avvicinarsi all’entrata dell’edificio dalla finestra di una camera limitrofa a quella dei due sequestrati.
- Signore, andiamo a prendere l’attore e l’assistente di City Hunter? -. Chiese in maniera servile un mercenario assoldato dal potente uomo.
Lotario stette un attimo a pensare e voltandosi lentamente verso il suo sottoposto, sorrise maleficamente:
- no… credo che andrò ad avvisarli io dell’arrivo dei loro “salvatori”….-

Arrivato nella fetida prigione, William lo trafisse con uno sguardo tagliente da parte a parte; quel suo sguardo così minaccioso fece per qualche istante trasalire Lotario, che sembrava vedere davanti a lui la sua immagine riflessa. Si riprese tempestivamente per non esteriorare troppo il suo turbamento: - calmati ragazzino, ancora non è giunta la vostra ora.. volevo solo avvisarvi che sono appena arrivati i vostri salvatori. – Finì sorridendo lievemente in tono di sfida. I due, inizialmente sollevati dal pensiero che finalmente Ryo era arrivato per farli andare via da quel covo, gli si gelò improvvisamente il sangue: cosa significava “I VOSTRI SALVATORI”? chi altro era venuto insieme a Ryo? Non finirono neanche di formulare il pensiero che la risposta gli si presentò davanti agli occhi, in tutta la sua infinita bellezza.
- ah, eccoti qui Saeba, ti stavamo aspettando con impazienza! Sinceramente non sono il tipo che aspetta gli uomini, a me piacciono più le belle donne…-.
- tranquillo, sono qui. – e la donna avanzò lentamente dal corridoio, scortata da due uomini di Lotario.
- no… MILENA!! -. L’attore preso dallo spavento, fece per alzarsi, ma il mitra, puntato più forte verso la sua tempia, lo fece ricadere sulla moquet.
- Will! – Milena iniziò a correre verso l’uomo, ma anche lei venne bloccata con forza dai due mercenari che le stavano accanto.
- cosa?? Maledetto! Falle del male e io ti… -.
L’uomo sentita quella debole minaccia iniziò a sogghignare, per poi ridere sguaiatamente facendo infastidire di più l’uomo legato dall’altra parte della stanza: - e tu cosa? Mi uccidi? -.
- già… proprio come avrei dovuto fare anni fa, quando per colpa tua mia madre si è uccisa… vero “PAPA’”??? -.
Quella frase lo sconvolse totalmente. Chi diavolo era quell’uomo??? Helen Scott. Questo nome gli venne improvvisamente in mente. L’attricetta di Broadway da cui aveva avuto un figlio che aveva poi disconosciuto. E ora gli si era ripresentato davanti gli occhi.
- Tu sei… il figlio di Helen? –
- Sì, quella Helen che tu hai sedotto e abbandonato. Quella Helen che quando è venuta a ricercarti per presentarti tuo figlio hai fatto picchiare a sangue. Quella Helen che si è impiccata dal dolore a causa del tuo rifiuto! ESATTO BRUTTO STRONZO! PROPRIO LEI! –. Si ritrovò ad urlare senza accorgersene, troppa era la rabbia che aveva accumulato durante quegli ultimi trent’anni.
Milena era lì davanti a lui che lo fissava con le lacrime agli occhi; quanto dolore fuoriusciva dalle parole del suo amato… sentiva il suo cuore sfaldarsi in mille pezzi.. Guardò Ryo, cercando di trovare in lui un po’ di conforto; lo vide guardare dritto davanti a sé, i lineamenti del viso piegati rigidamente in una smorfia di furiosa rabbia. Si poteva facilmente capire che avrebbe fatto qualsiasi cosa per far pagare a quell’essere tutto il male che aveva procurato in tutti quegli anni. Lo vide fissare anche la sua donna, che sembrava comunicargli intensamente qualcosa… ma non riusciva assolutamente a capire cosa.

Lotario, stufatosi della lagna che aveva incominciato a fare l’uomo legato di fronte a sé, cercò di far finire quella “commediola” come lui la giudicava, e di riuscire a sistemare velocemente quella faccenda che era diventata improvvisamente alquanto fastidiosa:
- Basta con le lacrimucce! Non mi interessa assolutamente della fine che ha fatto quella donna! Per adesso me ne interessa solo un’altra…-. Pose gli occhi sulla tremante figura della manager che, intimoritasi dall’ultima frase dell’uomo, era indietreggiata leggermente, quasi per istinto:
- Lei…- indicò Lotario all’inglese: - si faccia avanti e venga qui…e lei Saeba butti la sua pistola sul pavimento, e non faccia troppe storie…- dopo quest’ultima parola, il mercenario puntò più forte il fucile verso la tempia di Kaori. Non avendo altra scelta, lo sweeper lanciò la sua fedele phyton proprio nel centro della gattabuia.
Milena, con tutto il coraggio che aveva in corpo, avanzò con passo deciso e con il cuore in gola verso Lotario che, con la pistola in mano, sogghignava soddisfatto della riuscita del suo malefico piano:
- ma che diavolo stai facendo Ryo?? Io non…-
- shh, non urlare! Non abbiamo nessuna intenzione di farla morire, tranquillo! – gli sussurrò a malapena Kaori, che con una gomitata lo fece tacere.

Ancora in procinto di dirigersi verso Lotario, Milena venne scossa da un urlo improvviso dello sweeper:
- Abbassati adesso Milena! -. Una scarica di proiettili fecero fare dei rapidissimi saltelli sul posto ai poveri mercenari che ancora si trovavano di guardia alla porta della stanza. L’inglese, non avendo la mente completamente lucida, fece comunque ciò che il giapponese le aveva ordinato, accasciandosi sul pavimento. Coprendosi la testa per evitare i proiettili, vide a malapena Kaori in piedi proprio davanti a lei, che era straordinariamente riuscita a liberarsi dalle corde che la tenevano bloccata; l’uomo che li teneva sotto tiro era sdraiato vicino a William, sicuramente era stato messo fuori gioco dalla donna.
Con scatto felino, Ryo riprese la sua pistola e, con una velocissima capriola, si ritrovò davanti ai mercenari bersagli di Kaori e li disarmò colpendoli in pieno. Lotario, che assisteva impotente ai fatti, venne anch’esso disarmato dallo sweeper, che colpì volontariamente la sua spalla destra.
Accasciatosi sulle ginocchia dal dolore, avvertì la presenza della phyton dello sweeper puntata verso la sua tempia. Alzò lentamente la testa per guardare la canna della pistola di fronte a lui:
- sai una cosa? Mi fai schifo… non voglio neanche sporcare le mie mani per un essere così viscido come te – rimise la pistola nella sua fondina, pensando che ormai il pericolo era cessato. Intanto Kaori era riuscita a liberare William e insieme corsero verso la porta dell’enorme stanza, dove li attendeva Ryo.

Mentre Willaim correva dietro le due donne, venne bloccato improvvisamente da una forte presa; non ebbe neanche il tempo di realizzare cosa fosse successo che si ritrovò con un coltello alla gola:
- maledizione! William!! –. Urlò Ryo che, intento ad analizzare con lo sguardo la sua donna per capire se avesse o no dei segni di percosse, si era accorto con ritardo della ripresa di Lotario.
Milena si voltò indietro verso l’amato e sgranò gli occhi:
- ahah!!! Non potete far fallire il mio piano! Voglio la vendetta, quella donna deve morire come tutta la sua famiglia! -.
- Maledetto bastardo, non azzardarti a torcerle un capello… cough!..- il braccio sinistro che lo teneva stretto per il collo si strinse ancora di più, facendolo quasi soffocare:
- Taci idiota! – poi Lotario si voltò verso Ryo: - Saeba, se vuoi che risparmi il tuo cliente, uccidi la donna! SUBITO! -.
- no Ryo, non sentirlo, scappate e salvate Mil…-
- Avanti Ryo, sparami.- lo interruppe l’inglese, voltatasi verso lo sweeper.
- Cosa dici Milena???? -. Le urlò Will sconvolto.
- se io morirò, tu ti salverai. E io non chiedo di meglio.-
Lo sweeper alzò gli occhi, e guardò dentro quelli di Milena. Il suo sguardo era così sereno e determinato che niente sarebbe riuscito a farle cambiare idea.
Alzò il braccio destro e puntò la tempia della donna. William sgranò i suoi occhioni nocciola, urlando a squarciagola il suo nome.
- ahahahahah!!! Grande Saeba! Uccidila! Uccidila!!!! – ormai il vero carattere dell’uomo d’affari posato e perbene era finalmente emerso alla luce: la follia omicida dilagava completamente nelle sue parole e nella sua anima, tanto che ormai non riusciva più a smettere di urlare.
L’uomo caricò nella phyton un proiettile, l’ultimo rimastogli. Tutti erano con il fiato sospeso e con l’adrenalina alle stelle aspettando, ognuno con sentimenti diversi, ciò che avrebbe fatto da lì a poco lo sweeper…..

Prima di chiudere gli occhi, Milena volse un ultimo sguardo verso Kaori che la guardava intensamente, quasi come per rassicurlarla…

Anche William serrò gli occhi. Sembrava che il suo cuore avesse smesso di battere da parecchio nel suo petto…

Ryo fece una leggera pressione sul grilletto….

BANG!

Il fumo ancora usciva dalla canna della pistola quando William si sentì trascinare verso il pavimento da un peso morto. Vincenzo Lotario era stato colpito in piena fronte.

Milena aprì gli occhi, come se si aspettasse di ritrovarsi già all’altro mondo. Ciò che vide invece era “leggermente” diverso; Kaori correva verso di lei per abbracciarla, mentre Ryo abbassò la pistola, con un leggero sorriso sulle labbra. L’inglese guardò dietro di sé, vedendo il suo peggiore incubo immerso nel suo viscido sangue, ormai morto.
- Milena! Mio Dio, perché sei venuta qui? Non potevi restartene buona a casa?! -. La rimproverò leggermente Kaori, contenta comunque che le cose alla fine si fossero risolte per il meglio.
- Vi abbiamo ingaggiato per proteggerci, ero sicura che non sarebbe successo niente.- rispose con il sorriso sulle labbra e con la sua solita calma da perfetta inglese, anche se le gambe ancora le tremavano.

- Milena….-. William, allontanatosi dal cadavere, la fissava con tutto l’amore che aveva in corpo. E pensare che solo qualche istante prima era convito che l’avesse persa per sempre! Ora era lì, ancora viva e ancora più bella di prima, con i ciuffetti di capelli sfuggiti dal perfetto chignon fatto quella stessa mattina.
La donna si irrigidì a causa di quello sguardo; mai l’aveva guardata con così tanto fervore. Alzò il suo mento e si avvicinò all’uomo; con grande sorpresa di tutti, gli diede un forte schiaffo in pieno viso, facendolo quasi barcollare:
- William Scott, sei un cretino!! Con quale coraggio hai potuto negarmi la verità sulla mia famiglia??? Come hai potuto farmi questo???? -. L’uomo la guardava sconcertato con una mano sulla guancia arrossata e gonfia.
- Guarda cos’hai combinato!!! Per colpa tua e delle tue stupidissime paure, stavo rischiando di perdere la cosa più amo al mondo!! -. Anche Will si arrabbiò. Aveva rischiato così tanto per il suo puro egoismo??
- E sentiamo!! Cosa sarebbe questa cosa che ami tanto??? La tua vita??? La tua carriera??? O la tua bellezza????? -.
Kaori assisteva insieme al partner alla vicenda: per la seconda volta in quel giorno avrebbe volentieri strangolato l’attore: come si permetteva di risponderle in quella maniera??? Era in torto marcio, sotto ogni punto di vista! Da dietro sentì i singhiozzi della donna, e fu proprio allora che volle intervenire per dirgliene quattro, ma venne tempestivamente fermata da Ryo:
- Ryo? Cosa…-
- e’ la loro vita Kaori, lasciali discutere in pace…-. La donna cercò di rispondergli ma effettivamente il suo uomo aveva ragione, lei non doveva intervenire in alcun modo nelle loro vite. Rimasero dunque ad aspettare che i due inglesi riuscissero a chiarire le cose tra loro.
Ancora immersa nelle lacrime e nei singhiozzi, Milena strinse le braccia intorno a sé, come se si volesse proteggere da chissà cosa:
- Come puoi pensare che io sia così meschina ed egoista??? Ancora non l’hai capito che ti amo così disperatamente che se ti fosse successo qualcosa io….. io…..-. Non riuscì a finire la frase, il suo respiro venne quasi bloccato dal pianto e dai fortissimi singhiozzi che non riusciva più a controllare.
Con sua enorme sorpresa, sentì le braccia dell’attore circondarle il corpo, il suo viso affondato nei suoi capelli:
- Anch’io ti amo Milena, ed è per questo che non ho voluto raccontarti niente, perché pensavo di poter riuscire a proteggerti senza farti conoscere una così triste verità.. Non volevo farti soffrire… ti prego, scusami…-
La donna non riusciva più a capire niente anzi, pensava che tutto quello fosse un sogno e che in realtà lei fosse stata veramente uccisa da Saeba; poi, quando Will le prese il viso tra le mani e le asciugò le lacrime con i pollici baciandola appassionatamente, capì che non era un sogno; l’uomo che tanto aveva amato e che ancora amava finalmente la stava baciando, ma soprattutto, le aveva confessato che ricambiava i suoi sentimenti…
Con il cuore colmo di felicità e con le lacrime di gioia che iniziavano a scandere dai suoi occhioni verdi, si lasciò trasportare dalla magia di quel momento tanto atteso.

Intanto Kaori e Ryo, che si erano allontanati dalla coppia già da qualche minuto, erano usciti da quella fetida baracca. La sweeper, ancora piuttosto imbarazzata dallo sbaglio che aveva commesso nella mattinata, si allontanò da Ryo, che intanto la guardava preoccupato:
- tesoro, cosa ti è successo?? Ti senti bene? -. Le chiese con fare protettivo.
Kaori giunse le mani davanti a sé, ancora non se la sentiva di guardarlo negli occhi: - s-sì… sto benone…-.
Non convinto della sincerità della risposta, l’uomo la prese dalla spalla, facendola voltare verso di sé: - no che non va bene! Dimmi cos’hai, ti prego! -.
Con gli occhi puntati verso l’asfalto, Kaori decise di parlare: - io… stamane non sono riuscita a proteggere un uomo…. -. Ryo fece un lieve sospiro; se lo sarebbe dovuto immaginare il motivo del suo turbamento…
- Kaori…-
- No Ryo, lasciami parlare. Hai passato mesi e mesi ad allenarmi per farmi diventare una buona assistente… Pensavo che con i tuoi insegnamenti finalmente sarei riuscita ad esserti d’aiuto… E invece… Ho messo in pericolo di vita sia te, che come al solito sei dovuto venire a salvarmi, sia Milena e Will… un errore davvero impredonabil….-. Non proseguì la frase, Ryo le aveva intrappolato le labbra con le sue.
Staccatosi da lei, la fece appoggiare dolcemente sullo sportello della mini, prendendole il viso con una mano:
- Non dire mai più delle sciocchezze del genere! Tu sei la miglior partner che un uomo possa mai avere, in tutti i sensi. Nessuna sarebbe mai riuscita a comprendere solo dallo sguardo ciò che avevo intenzione di fare. Errare è umano, non disperarti in questo modo...-
Le si avvicinò all’orecchio sinistro sussurrandole dolcemente: - tu sei l’unica partner che io possa avere.. ti amo e ti amerò sempre, qualunque cosa accada….-
Kaori iniziò a piangere e Ryo ricatturò le sue labbra facendo ancora più pressione sul suo corpo; fu un lungo dolcissimo bacio sotto i fiochi raggi della luna…

 

 

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