le verità nascoste

capitolo 12: un nuovo film

- non puoi chiedermi questo!! -
- ti prego Kaori, lo so che è una stronzata, ma ormai gliel’ho promesso…-.
- stupide promesse tra uomini. Ecco cosa sono! Mi dispiace Ryo, ma domani mattina dirò tutto quello che ho saputo a Milena..-
- E dai non fare la bambina! Non ti sopporto quando ti impunti con un’idea!! -
La ragazza lo guardò sconcertata: - Ryo, ma non capisci che stiamo parlando della vita di una persona che tra l’altro è una nostra cliente e soprattutto una mia amica?? -
- cosa credi, che non gliel’abbia detto?? Pensi che sia così cretino?? -
- Beh, a volte sì, lo penso. Anzi molto spesso! -
Arrivata come una pugnalata al suo orgoglio, lo sweeper si offese, iniziando a contrattaccare le parole della ragazza:
- AH! Così sarei anche cretino adesso??? Bene, perfetto..Scordati il mio mokkori d’ora in avanti!! -
Kaori con una mano sulla fronte piena di goccioline e con cornacchiette svolazzanti da tutte le parti, si tirò il lenzuolo verso di sé e cercò di ritornare all’argomento principale del discorso:
- Quanto sei cretino! Io voglio bene a quella ragazza, non me la sento di nasconderle cose del genere…-.
Ryo la guardò negli occhi con quel briciolo di serietà rimastogli:
- E’ sicuramente importante rivelarle il suo passato, ma non devi neanche tralasciare i sentimenti che Will prova per Milena: anch’io penso che rivelarle a caldo una storia del genere e la morte dei genitori causata dal padre di Will, possa essere un colpo difficile da digerire anche per una donna forte come lei.. Non vuole farla soffrire ancora di più, l’unico desiderio che ha è quello di riuscire a donarle una vita come tutti desiderano. Normale… E poi…- Girò lo sguardo verso l’altra parte del salotto e abbassò gli occhi sul pavimento;
- Come uomo, posso capire quanto sia umiliante rivelare alla propria donna un passato così orribile che non vorresti più ricordare….- Kaori sgranò gli occhi. Sapeva quanto stesse soffrendo in quel momento… - E poi, certamente avrà paura che, confessandole il suo terribile passato, lei decida di andarsene via per sempre da lui e…. sono certo che non sia un dolore facile da sopportare per un uomo innamorato….- Non riuscì a continuare, la donna gli aveva appoggiato una mano sul suo avambraccio: il suo calore aveva sempre effetti meravigliosi sul suo corpo..
- non pensare questo, Ryo…- Si voltò verso Kaori che lo accolse con uno dei suoi meravgliosi sorrisi:
- William non ha niente di cui preoccuparsi. Sono certa che qualsiasi passato lui abbia avuto, lei non lo lascerebbe mai… perché l’amore è più forte di qualsiasi cosa, anche della più tremenda delle verità…- Con le guance lievemente imporporate, lo baciò con infinita dolcezza; Ryo si dimenticò completamente di ciò che in quel momento stesse accadendo intorno a loro e la trascinò con le braccia sopra di sé….


Shinjuku, il giorno dopo. Ore 10.30 del mattino.

“Sembra facile quello che mi ha chiesto! Come posso star zitta in una situazione del genere!?!? Questi due si amano alla follia e io devo ancora vedere Milena soffrire come un cane?? Gli uomini sono pazzi… solo ora me ne rendo conto…”.

- Kaori ti senti bene? -.
- EH??? Ehm… Certo, certo! Scusami, ero sovrappensiero..- Kaori non riusciva a non pensare a ciò che le aveva rivelato Ryo la sera precendente.. soprattutto che i sentimenti di Milena venissero ricambiati dall’attore! Aveva così voglia di dirglielo, voleva assolutamente vedere un radioso sorriso di gioia su quel visino angelico che aveva sofferto le pene dell’inferno fin dalla tenera età..
- Ti volevo solo dire che abbiamo superato il Cat’s Eye da ormai due incroci…-.
- COSA??? Oh mio Dio!! Che sbadata che sono!! –. Si scusò con Milena, la mano che teneva il volante era posizionata dietro la nuca.
-AH! ATTENTA AL GATTO!!! – “SKREEEEEEK” Kaori fece una pazzesca inchiodata che non aveva niente da invidiare a quelle delle scene dei film d’azione holliwoodiani.. Il gattino comunque era salvo.
Dentro l’honda di Kaori, Milena era completamente sbalzata dal sedile, le gambe praticamente all’aria..:
- ehehe… Kaori.. non ti trovo molto in forma stamane…vuoi che guidi io? –.


Tokyo, in un quartiere imprecisato della città. Ore 13.00

In una suite imperiale di uno dei più rinomati alberghi della capitale, un uomo guardava con un bicchiere di vino rosso in mano, la città che ormai si era riempita in tutti gli angoli, anche nei più remoti.
Solo un accappatoio nero fornito dall’albergo era il suo attuale indumento. Sorseggiò un po’ del vino presente nel bicchiere a calice e iniziò a pensare: “finalmente tra poco saprò se la mia vendetta si sia compiuta… ma quanto ci mettono quegli incompetenti???”.

Non ebbe neanche il tempo di finire di formulare il suo pensiero che qualcuno cominciò a bussare. La sua calma esteriore venne turbata da una leggera smorfia di paura.
- Chi è?-. domandò ansioso di ricevere la risposta desiderata.
- Le rondini sono scappate…-. Si calmò un poco grazie al messaggio in codice del suo “dipendente”. Finì di completare la frase:
- Ma i corvi ci sono ancora..-. La porta venne aperta dall’uomo che stava aspettando di entrare. Lo vide proprio di fronte a sé, ancora volto verso la finestra a sorseggiare il suo vino preferito. Le gambe cominciarono involontariamente a tremargli:
- Sono venuto a portarle le notizie relative al piano….-
- Non essere così ansioso di andartene! Siediti a bere qualcosa anche tu… - Si girò verso il suo soldato: il suo sguardo così pacato e tranquillo fece rabbrividire il poveretto rimasto in piedi sull’attenti davanti alla porta; fece ciò che il signore gli aveva ordinato e si sedette sul divano.

Tuttavia sapeva che quella gentilezza riservava qualcosa di tremendo…

Posò il suo bichiere sul tavolino lì vicino e ne riempì un altro da servire al suo “ospite”.
- Allora, l’avete uccisa vero? – Come al suo solito, arrivò senza mezzi termini all’argomento. Un brivido glaciale percorse la sua schiena. Come avrebbe fatto a dirglielo senza venire ucciso??
Ingoiò rumorosamente la saliva formatasi in gola. Il respiro si fece sempre più irregolare, un lieve strato di sudore si andava a formare sulla fronte. – Allora? –
- si-signore…abbiamo agito esattamente come ci ha chiesto, tutto era organizzato nei minimi particolari…. Il piano per una buona parte era riuscito...-
Cosa stava dicendo?? “Per una buona parte era riuscito”??? lo sapeva, aveva assunto degli incompetenti!
- Quindi vorresti dirmi che….-
- ecco signore… noi non …sapevamo che….-
- Dillo a parole tue se non ci riesci…-
Prese tutta l’aria che aveva nei polmoni. Tanto prima o poi gliel’avrebbe dovuto dire: “succeda quel che debba succedere!” – Noi non sapevamo che a proteggerla c’era City Hunter. Quando alla festa l’abbiamo visto è stato davvero un brutto colpo. Comunque il nostro killer è riuscito a colpirla, seppure si è scatenato il putiferio nella sala…-
- Ed è morta?? –
-….no…. City hunter è riuscito a salvarla e ad uccidere il killer assoldato….- Finalmente era riuscito a confessargli tutto; sapeva comunque che i guai erano appena iniziati:
- quindi lei è ancora viva? –
-…sì signore…-. Ciò che vide l’uomo era a dir poco spaventoso: quei suoi occhi nocciola diventarono due inquietanti pozze scure; le lievi rughe sul suo volto si accentuarono sempre di più, fino a rendere la sua espressione infuriata ancora più terribile.
Dall’accappatoio tirò fuori un piccolo revolver con il silenziatore, con il quale uccise a sangue freddo il povero uomo, accasciatosi senza vita sul divano.
- Imbecilli! Sapevo che dovevo contare solo sulle mie forze...-.

Da una rivista di spettacolo aperta sul tavolino, strappò con violenza un’immagine, guardandola con odio profondo: - dovunque tu sia puttanella, sappi che ti ucciderò senza pietà con le mie stesse mani….-.

Shinjuku, Tokyo. Ore 17.00

- Eccoci!! Siamo ritornate! Ryo, Will?? Dove siete???- Sia Kaori che Milena posarono le buste troppo pesanti vicino alla porta d’ingresso, sperando che i due uomini venissero a prenderle per portarle al piano superiore..Non avevano voluto venire a fare compere con loro lasciandole sole in mezzo ai pericoli della città?? Allora li avrebbero sfruttati a casa!!
…Peccato che all’orizzonte non si vedeva anima viva….

- Possibile che siano usciti insime?? – Milena aveva azzardato un’impossibile probabilità.
- Scherzi??? Se non si possono nemmeno vedere! Mi stupisco che siano rimasti soli a casa, figuriamoci se siano usciti addirittura insieme!! A meno che Ryo non sia riuscito a convincere Will a fare un salto in quei localini notturni….-
- COSA??? William non è il tipo d’uomo che va dietro alle donnine vestite da conigliette!!! E’ una persona seria, capito?? SERIA!! -.
- Ehehe… scusami! Io non volevo..! -. Mentre Kaori cercava di scusarsi con una Milena in fiamme, sentirono un urlo provenire dal salotto.
Tutte e due le donne si voltarono di scatto verso la porta della stanza in questione. Il loro viso estremamente preoccupato.
- Ferma qui, vado a vedere io! -. Kaori prese la pistola dalla sua borsetta, e con passo felino si accostò alla porta del salotto.
Con il cuore a mille, avvicinò lentamente la mano alla maniglia. Con un solo gesto l’aprì e si ritrovò inginocchiata davanti all’ingresso del salotto, la pistola puntata all’interno.

- Ahhh!!! Ma come diavolo hai fatto??? Non mi batte mai nessuno a questo gioco!!! -.
- Noi inglesi siamo i maestri delle carte! –
- ma piantala! Mi sono distratto e hai barato! –

Kaori li guardava con gli occhi sgranati. I corvetti e le libelluline erano caduti in picchiata sulla sua testa. Milena, impaziente di sapere cosa avesse visto l’amica, corse anche lei verso il salotto, rimanendo di stucco alla vista dei due uomini che si stavano prendendo a parolacce….

- Eh?? Kaori? Milena?? Cosa ci fate qui a quest’ora?? E poi perché hai la pistola in mano? Certo però che in quella posizione sei proprio sexy!! -. Con la solita faccia da maniaco, Ryo aveva ancora tra le mani la testa dell’inglese, in procinto di strozzarlo.

- ma cos’era quell’urlo?? -. Domandò ai due Milena, Kaori era ancora troppo sconvolta e senza parole.
William approfittò della momentanea incapacità di intendere e di volere dello sweeper e si staccò dalla sua morsa per rispondere alla sua manager:
- Ehm.. vedi… Abbiamo giocato per tutto il pomeriggio a “scopa”, avete presente quel gioco con le carte italiane? Ebbene, abbiamo giocato per circa 4 ore senza che nessuno dei due riuscisse a vincere contro l’altro e proprio qualche secondo fa sono riuscito a sconfiggerlo! E per la disperazione Saeba ha urlato, minacciando di uccidermi se non avessi confessato che avevo imbrogliato…-.
Ryo riuscì a riprendersi dallo stato ipnotico causato dalla sua donna e intralciò la spiegazione di William, alquanto furioso: - Non dire stronzate!!! Io non ti ho minacciato, ti stavo solamente dicendo che nel gioco non si bara!!! –
- …e infatti io non ho barato come hai fatto prima te, SAEBA! – Ricominciarono a litigare facendo volare insulti da tutte le parti, quando Kaori perse la pazienza, sfoderando il suo fedele martellone da 100 t:

- BASTAA!!!!!!!- i due, impauriti a morte, si fecero piccoli piccoli, stretti l’uno all’altro per la paura: - RYO!! Non osare mai più a farmi prendere uno spavento del genereeee!! -. Quando William capì di non essere il bersaglio della donna, si scansò velocemente da Ryo e raggiunse la sua collega, che lo trafisse da parte a parte con lo sguardo.

- ti prego!! Aspetta amore… io non volev….AAAAAARGH!!! -. Niente da fare, la martellata aveva raggiunto il suo bersaglio, facendolo incastrare per mezzo metro nel muro di cemento dell’appartamento.



Ristabilitasi con estrema difficoltà la calma e dopo aver chiuso il buco nel muro del salotto causato dal proiettile-Ryo, tutti si erano riuniti in cucina e Milena raccontava il suo incontro con il produttore in quel pomeriggio:
- il signor Shirikawa mi ha chiamato al cellulare oggi a pranzo, dicendomi che doveva parlarmi urgentemente nel pomeriggio…-
- non è soddisfatto del mio lavoro?- chiese Will mentre giocherellava con un tappetto di sughero trovato sopra il tavolo.
- no, no! Al contrario! Lasciami finire di spiegare… -.
Kaori intanto preparava il thè per i due inglesi, mentre Ryo le gironzolava intorno cercando in tutti i modi di farsi perdonare, non ottenendo il risultato sperato.
- la casa di produzione è entusiasta del tuo meraviglioso lavoro!! Ed è per questo che te ne vogliono offrire un altro! –
- quindi dovremo rimanere qui in Giappone..-
Milena fece le spallucce: - non ne sono ancora sicuri… Il produttore mi ha solo accennato questa nuova idea, chiedendomi di farti leggere il copione… - e dalla borsetta lì accanto a lei estrasse il copione, facendolo scivolare con la mano sopra il tavolino verso Will: - a quanto pare ti hanno proposto di recitare la parte di un donnaiolo incallito che con il suo fascino riesce a far innamorare di sé tutte le donne che vuole…-
- proprio come me! – aggiunse Ryo, che si fermò di colpo a causa dello sguardo raggelante di Kaori, che lo fece ammutolire.
Milena riprese la narrazione: - …ma a quanto pare tutte queste donne scompaiono subito dopo essere andate a letto con lui…-
- Dovrei fare la parte di un killer maniaco? –
- Esatto! Beh, l’idea di te bello e dannato, potrebbe far impazzire ancora di più le tue fan…-. “ io sto già ribollendo…”. Milena guardava in un punto imprecisato della cucina, i suoi occhi erano colmi di desiderio immaginandolo nudo mentre prendeva possesso del suo corpo……

-…boh, non so cosa dire… l’idea mi piace… - . Si riprese sentendolo parlare. “ma cosa diavolo vado a pensare???”
- a te piacerebbe? – le chiese Will all’improvviso con le mani sotto il mento, scrutandola negli occhi.
Quella domanda la spiazzò. Se le sarebbe piaciuto?? E c’era anche da chiederlo??? Certo però che nel suo letto sarebbe stato ancora meglio…

- se ti piace, io accetto! -. Le sorrise nel modo in cui solo lui riusciva a fare… e che la faceva star male.
- beh… io…- arrivò in suo soccorso Kaori: - ecco il thè ragazzi! William quanto zucchero vuoi? -. E strizzò l’occhio a Milena.
- uno, grazie… – e portò verso di sé la tazza che si trovava sul vassoio, incominciando a girare la bevanda con il cucchiaino.
Kaori prese il posto vicino alla donna, Ryo proprio di fronte a lei, cercando ancora di raggiungere il suo obiettivo. Milena in quel lasso di tempo riuscì a formulare la frase più professionale possibile che le era venuta in mente: - penso che il ruolo sia davvero molto originale e profondo e, per chi ancora pensa che tu sia un incapace, sarebbe davvero uno shock vederti in un ruolo così complesso e così difficile. Una bella sfida professionale direi.- finito il suo intervento, portò alle labbra il suo bicchiere di thé, girando gli occhi verso la sua amica che intanto sorrideva soddisfatta.

Ryo in silenzio la guardava scambiarsi occhiate complici con l’inglese… quanto era bella quando sorrideva con quell’aria furbesca…

- D’accordo, allora accetto! Chiamalo quando vuoi per sapere quando devo andare a firmare il contratto -.
- Ha detto che se non hai impegni puoi anche andarci dopodomani…-
- No…non mi pare.. mercoledì non devo andare sul set. –
- Ti accompagnerà Kaori, se per te non è un problema -. Disse Ryo rivolto a William, che non voleva altro.
Milena non sembrava essere d’accordo: - Assolutamente no! Non perché non mi fido di Kaori, ma non voglio restare sola con Saeba! – .
- Stai tranquilla, a William non succederà niente se starà vicino a me!! – esclamò piena di sé Kaori, colpendosi con il pugno il petto.
Milena era sconcertata: - ma cosa…-
- Ok, tutto sistemato allora! Se non vi dispiace vado un attimo a prendere un po’ d’aria fresca di sopra al terrazzo! -. Intervenne William, desideroso di raggiungere un posto sicuro lontano dalle domande della sua manager.
- Va…va bene… se per voi non è un problema….-. L’inglese lasciò la cucina ai due sweeper; non aveva assolutamente voglia di fare la parte del terzo incomodo. E poi voleva cercare di capire il perché Kaori non avesse fatto tanta resistenza per impedire al suo uomo di restare da solo con lei: “che Saeba abbia cominciato a non pensare più alle altre donne?”.

Nella cucina, il gelo regnava sovrano. Kaori senza dire una parola, si alzò dal tavolo prendendo le tazze di thè ormai vuote. Si piegò in avanti per prendere quella di Ryo. L’uomo la guardava con infinita voglia…

Senza più un briciolo di pazienza, la prese per il braccio che tendeva verso la sua tazza, alzandosi un poco per riuscire ad arrivare alla sua bocca. Kaori, presa dalla foga di quel bacio, non aveva la forza di staccarsi dalla sua presa.…
Ryo si allontanò per un attimo dalla sua bocca, alzandosi completamente dalla sedia e andando verso la parte in cui si trovava la donna. Dai fianchi, l’alzò facendola sedere sul tavolino e si posizionò tra le sue gambe, per esserle il più vicino possibile:
- scusami per prima…- con una mano la teneva stretta a sé, con l’altra le sfiorava il volto. Kaori, estasiata da quel tocco così soffice, chiuse gli occhi e si strofinò il più possibile sul dorso della sua mano. Sembrava un gattino in cerca di coccole. Poi guardò Ryo: la rabbia di qualche minuto prima era ormai scomparsa dagli occhioni della donna.
Circondò le sue braccia intorno al suo collo, baciandolo ancora con tutta la passione che aveva in corpo.
Dopo qualche minuto si staccò lievemente da lui, sussurrandogli ancora ansimante sulle labbra: - e se succede qualcosa dopodomani? –
Le mise un dito sulle labbra: - shhh…adesso non pensare a nient’altro se non a noi…-
Lei sorrise. Le loro labbra si riavvicinarono ancora una volta. Nessuno dei due sembrava essere mai sazio dell’altro….

 

 

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