le verità nascoste

capitolo 11: le verità nascoste (parte 2)

Ryo lo guardava esterrefatto; mai avrebbe pensato ad una così intricata situazione. Dai pugni di Will usciva un piccolo fiotto di sangue, la sua stretta avrebbe sicuramente ucciso qualcuno. I suoi occhi per la prima volta da quando lo conosceva erano cupi, privi di espressione. Poteva vedere solo tanto, tantissimo odio mischiato ad un profondo e radicato dolore.
Restarono in silenzio per qualche minuto, ancora entrambi sconcertati da quanto saputo. Solo dopo molto tempo William riprese parola, doveva spiegare la triste disgrazia capitata alla sua famiglia a causa di quell’uomo:
- …Sembra strano, vero? William Scott figlio di un malavitoso assassino… eppure disgraziatamente è così...
Mia madre era una giovane e bella attrice che lavorava nei teatri di Broadway.. E un maledetto giorno, quell’essere l’aveva vista recitare e prese una svista per lei. Cercò in tutti i modi di conoscerla, finchè attraverso l’organizzatore dello spettacolo non riuscì ad arrivare a lei.. Mia madre era davvero molto bella, ma purtroppo era anche una ragazzina molto ingenua.. Quando lo vide per la prima volta si innamorò perdutamente di lui; oltre ad essere un uomo affascinante, era anche gentile e cordiale.. un ottimo partito insomma… con il passare del tempo si è rivelato com’era veramente… una bestia….- continuava a guardare il vuoto. Quei ricordi…. Da quanto tempo era che non li ricacciava dal profondo del suo cuore? In realtà non avrebbe mai voluto ricacciarli, anzi… avrebbe preferito dimenticarli per sempre.
- Si approfittò di lei, trattandola come un oggetto che poteva usare a suo piacimento…Mia madre invece si illudeva, pensando che anche lui fosse perdutamente innamorato di lei, e invece… Dopo qualche tempo in cui i due si frequentavano, mia madre scoprì d’essere incinta. Lui non sembrava esserne particolarmente contento, tuttavia non si dimostrò neanche dspiaciuto… poi si inventò degli strani ed improvvisi impegni di lavoro, che lo avrebbero impegnato per mesi…lasciò mia madre, promettendole che sarebbe ritornato. Affrontò la gravidanza da sola, finchè non nacqui io... lei era ancora fiduciosa e sperava che un giorno lui sarebbe ritornato.. tuttavia cercò di contattarlo, di mandargli delle mie foto, ma non ebbe mai nessuna risposta. Continuò a rintracciarlo fino a quando non compii 8 anni, quando decise che era giunta l’ora di raggiungerlo in Italia. Io ero emozionatissimo, non vedevo l’ora di conoscere mio padre, l’uomo di cui mia madre non faceva altro che parlarne bene… Quando riuscimmo a trovarlo, lui non sembrava nemmeno ricordarsi di mia madre… quando poi lei cominciò a spiegargli chi fosse, mi guardò con uno sguardo schifato… io per lui non ero nient’altro che un bastardo, nato per sbaglio da una relazione con una sgualdrinella da quattro soldi, testuali parole… sento ancora quella sensazione così dolorosa pervadermi il cuore… Mi misi a piangere, intanto mia madre lo supplicava di riconoscermi come suo figlio e di sposarla perché lei lo amava… e lui… lui….- La sua voce iniziò a spezzarsi: - lui cominciò a picchiarla lì, proprio davanti ai miei occhi… cercai di fermarlo in qualsiasi modo, ma lui era troppo forte per un bambino gracilino com’ero. Vidi tutta la scena… i suoi urli, le sue ferite, il suo sangue… alcune volte mi capita di avere degli incubi e la rivivo completamente, senza tralasciare nessun dettaglio. Venne trasportata d’urgenza all’ospedale, le sue condizioni erano gravissime... mi chiesero se sapevo qualcosa e io naturalmente risposi che era stato quel bastardo.. ma nessuno mi credette, o almeno non volevano crederci perché sapevano che quell’uomo era troppo potente anche per la giustizia.
Intanto mia madre non migliorava anzi, sembrava irrecuperabile… Una sera, mentre dormivo al piano inferiore dato che il policlinico si era offerto di ospitarmi, mi svegliai di colpo a causa di un urlo… mi affacciai alla finestra e quello che vidi fu terribile……- ormai le lacrime avevano riempito i suoi occhi color nocciola e si apprestavano a scendere sulle sue guance -… mia madre… si era impiccata con le coperte del suo letto……- si accasciò a terra, i pugni stretti puntavano sul pavimento.
Ryo non sapeva cosa dire. Quella storia l’aveva decisamente scosso; il povero uomo distrutto davanti a lui doveva aver subìto un trauma davvero tremendo ed indescrivibile.
Continuò a tacere, aspettando che lo sfogo dell’uomo finisse. Quando si riprese un poco, si alzò dal pavimento:
- Mi scusi Saeba, non ho resistito…-
- Figurati Will… e smettila di darmi del “lei” –
- Piuttosto,- continuò il discorso Ryo – dobbiamo assolutamente rivelare a Milena tutto ciò che abbiamo scoperto questi giorni…-
- NO! – Tagliò secco Wiliam, piuttosto spaventato da quello che aveva appena detto lo sweeper: - non devi!!-
Ryo alzò le sopracciglia: - Non possiamo nasconderle cose estremamente importanti come queste e soprattutto che lei è in pericolo di vita! –
- Ti dico che non devi!! –
- Perché????? – tutti e due avevano iniziato ad alzare la voce.
- Preché non voglio che corra dei rischi inutili! Pensa se queste notizie si diffondessero in giro: imparentata con un criminale! La sua vita sarebbe irrimediabilmente rovinata!-
- A te non frega un cazzo del suo diritto di sapere?? –
- Certo che mi importa!! Ma la cosa più importante è che….- e qui si arrestò improvvisamente.
- Che cosa?? Avanti, illuminami! –
- Io la amo, Ryo. So quale sia lo shock di venire a sapere una cruda realtà come questa… Sono stato per anni in terapia cercando di attenuare il trauma che mi aveva fatto cadere in depressione, non sai quanti sacrifici hanno fatto i miei nonni per riuscire a risollevarmi da quello stato. E credimi, nonostante siano passati più di trent’anni, ancora non riesco a considerarmi completamente guarito. Non voglio che la donna che amo viva una situazione del genere… per tutto il resto della sua esistenza..-
Lo guardava dritto negli occhi, pronunciò quella frase con un solo respiro. Ryo vi leggeva all’interno il dolore che aveva provato e che stava provando tutt’ora. Vedeva qualcosa però in fondo ai suoi occhi che cercava di farsi spazio tra la sofferenza: l’amore semplice e puro che provava per la sua manager e la determinazione a proteggerla, in qualsiasi modo ed a qualsiasi costo.
Per un istante sembrava rivedersi allo specchio, proprio com’era qualche anno prima, quando ancora lui e la sua Kaori non si erano confessati il loro amore.

- E va bene… ma se la situazione dovesse peggiorare, io non esiterò a dirgli tutto!! –
- D’accordo, grazie Ryo! – e si strinsero la mano per suggellare la promessa appena fatta.



Qualche ora dopo, Ryo e Kaori si trovavano abbracciati sul divano sotto le coperte, completamente nudi.
Kaori, che non aveva ancora sonno nonostante fosse decisamente stanca, si ricordò di ciò che gli aveva accennato l’uomo appena rientrato a casa quella sera: - allora, cosa ha scoperto Saeko? Di sicuro sarà qualcosa d’importante..-
Ryo sgranò gli occhi. Non aveva assolutamente pensato a Kaori! Cosa le avrebbe detto?? Lui non nascondeva assolutamente niente alla sua socia ma… sarebbe riuscita a mantenere il segreto con Milena? Iniziò a sudare freddo, pensando a qualcosa da inventare. All’improvviso gli venne un’idea, anche se non era delle migliori: la serrò più forte tra le sue braccia e iniziò a baciarla con desiderio. Kaori, presa alla sprovvista, rispose al bacio ma, nonostante anche dentro di lei cominciasse a spandersi un calore che non di certo era provocato dal caldo, voleva assolutamente sapere cosa avesse scoperto la polizia nei riguardi di Milena:
- R- Ryo.. dai! Un attimo…- gli mise un dito sulla bocca, che lui cominciò a leccare per gustare il sapore della sua pelle. – Ryo! Dai smettila… - scansò seppur con controvoglia il suo dito indice, avendo come risultato che iniziò a leccarle il collo, ancora un po’ imperlato di sudore. Non riusciva a fermarlo, o meglio, non voleva fermarlo e il suo istinto le fece appoggiare le sue mani sulla nuca di lui, spingendolo più in profondità sul suo collo per permettergli di affondare meglio i suoi denti nella sua carne (ma che è un vampiro?? O.o NdA). Il respiro cominciò ad essere irregolare, il suo battito cardiaco sempre più veloce e la sua voglia di sapere più debole.
- Pensiamo un po’ a noi… è da tanto che non facciamo l’amore…-
- ma se è solo da mezz’ora che abbiamo finito!? -.
- Mezz’ora?? Così tanto?? Ma è un’eternità…-
Dal collo passò al suo petto; quella scusa era senza dubbio più piacevole di tante altre: - non pensare a Milena…a Will… al loro passato… a Vincenzo Lotario….- Kaori si riprese un attimo: chi era questo tipo???
- Ryo… fermo… dai, stai fermo! – Lo prese con forza dalla testa, e fece dirigere lo sguardo dell’uomo verso il suo: - che cosa succede piccola? –
- Chi è Vincenzo Lotario? – Aargh! Lo sapeva, l’aveva immaginato che la sua libido l’avrebbe portato a dire delle fesserie, proprio come quella! E ora? Quegli occhi non ammettevano scuse… era ora di parlare. Si allontanò dal suo corpo e si mise seduto appoggiando la schiena al bracciolo del divano, le braccia incrociate dietro la testa: - d’accordo, parlo… ma oltre a Milena ti devo parlare anche del passato di Will, dato che sono strettamente collegati tra di loro…-

Dopo circa un’ora, finì di raccontarle le due storie dei loro clienti. Kaori sentì improvvisamente freddo; quelle storie erano così agghiaccianti che non riuscì a non cominciare a tremare.
- Mio…mio dio… non riesco a credere che possa esistere un uomo del genere... Io…- e scoppiò a piangere a dirotto per i suoi due clienti, che ormai erano diventati suoi grandi amici. Pianse perché poteva capire benissimo lo stato d’animo dei due: avevano entrambi perso le persone a loro più care a causa di uno stesso spregevole individuo… Anche lei aveva perso il suo amato fratello a causa di una persona, o meglio dell’unione teope, e stava anche per perdere l’uomo che più amava al mondo, sopra quella nave… Nessun’altro meglio di lei poteva provare quello stesso dolore e quella sofferenza… Ryo la osservava con il cuore a pezzi. Sapeva benissimo cosa stesse pensando in quel momento la sua donna…

Non potè far altro che tenerla stretta tra le sue braccia, assicurandole che tutto sarebbe finito per il meglio e che quei due sarebbero riusciti a vivere finalmente una vita serena, grazie al loro prezioso aiuto.

 

 

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