le verità nascoste
capitolo 10: le verità nascoste
La
sweeper camminava per i corridoi della vecchia villa del doc con un mazzo di
fiori in mano. Erano ormai tre settimane che ogni giorno faceva lo stesso
percorso per andare a trovare la donna, e quella mattina non vi avrebbe di certo
rinunciato. Agosto era quasi giunto al termine, ma nonostante ciò, le mattine
erano sempre soleggiate e fresche, segno che l’afa estiva stava lasciando
lentamente la capitale giapponese.
Arrivata davanti alla stanza dell’inglese, bussò due volte e una donna
all’interno la invitò ad entrare:
- Buongiorno Kazue! Come sta oggi la tua paziente? -.
Kazue finì di misurare il battito cardiaco di Milena e con un rassicurante
sorriso rispose alla domanda di Kaori: - Sta benissimo! Ha una forza
impressionante.. in sole tre settimane è riuscita a rimettersi completamente! –
Kaori corse a salutare Milena che, per la prima vota dopo ben due settimane, si
era seduta sopra il letto:
- Ti ho portato dei fiori, quelli di tre giorni fa si stavano appassendo…-
- ti ringrazio Kaori.. sono bellissimi! – li prese tra le braccia. Il loro
profumo era squisito!
- E’ meraviglioso vederti finalmente in piedi! – aggiunse Kaori sorridente
vedendola felice come una bambina per quel regalo.
- Già.. per una donna attiva come me, è davvero insopportabile restare a letto
per così tanto tempo.. stavo lentamente sclerando!! -. Risero tutte e tre le
donne all’ultima frase di Milena:
- comunque è davvero un miracolo che ti sia salvata – riprese con maggiore
serietà Kazue: - il proiettile è riuscito a passare tra il polmone e il cuore,
senza compromettere nessuno dei due… di sicuro se non ti fossi messa a correre
per la sala in quel modo, il killer sarebbe sicuramente riuscito a farti
fuori….-
Milena ritornò ad incupirsi: cosa voleva quel killer da lei?? Forse, voleva
ucciderla per procurare dolore a William?? Non sapeva proprio cosa pensare…
- Milena… ti senti bene?? Ti fa male la ferita?? – Kaori iniziò a preoccuparsi
per quel cambiamento improvviso di umore.
L’inglese si riprese e scosse energicamente la testa: - assolutamente! Mai
sentita meglio prima! – poi guardò dietro la giapponese, non trovando nessuno.
- Dove sono Ryo e William? –
- Ryo è andato a parlare con Saeko a proposito del killer… e Will è andato a
parlare con il produttore Shirikawa, doveva informarlo sulle tue condizioni e
dovevano discutere di un nuovo contratto.. In realtà non voleva andarci, poi Ryo
l’ha spinto con la forza…-
- un momento ma… C’è andato da solo??? E se lo attaccano…-
- tranquilla, – rispose prontamente Kazue che era stata informata sulla faccenda
in cui i due erano convolti: - Mick si è offerto per accompagnarlo… anche lui
era uno sweeper..-
Milena sembrò calmarsi un poco. Kaori le sussurrò all’orecchio: - ehi, non
immagini il perché Will non volesse passare dal produttore? – La manager inarcò
il sopracciglio, non riuscendo a capire il nesso logico: - Ma è chiaro scemotta!
Voleva stare da solo insieme a te! Non resisteva all’idea di non poter passare
la mattinata senza starti per un po’ al fianco! – e le fece un occhiolino.
Non riusciva assolutamente a crederci! Will che voleva stare insieme a lei per
tutta la mattinata non preferendo gli impegni di lavoro?? Al pensiero divenne
completamente rossa. Sapeva che nei momenti più difficili, durante i primi
giorni di ricovero nella casa del doc, lui le era rimasto vicino giorno e notte,
non allontanandosi mai da lei, caduta in coma.
Incredibile quanto era cambiata la loro situazione da quel giorno! Ci voleva
dunque una pallottola in pieno petto per riuscire a farsi notare da lui?? Beh,
se l’avesse saputo prima…..
Kazue intanto lasciò le due donne conversare tra di loro, il suo compito per
quel momento era finito e raggiunse il doc in giardino, informandolo sulle
ottime condizioni della loro paziente
Parco di Shinjuku, ore 9 del mattino.
Ryo osservava stravaccato sulla panchina i bambini che giocavano a rincorrersi
nel parco… O meglio, osservava eccitato, le numerose e giovani mamme dei bambini
che giocavano a rincorrersi nel parco, sedute proprio sulle panchine di fronte a
lui. Uno spettacolo davvero sublime, ai suoi occhi. Un corpo altrettanto
meraviglioso interruppe il suo momento di beatitudine. Alzò la testa e vide
Saeko che lo guardava, a braccia conserte, con uno sguardo torvo.
- Ehehehe… Saeko! Ehm ehm… ma che bello vederti da queste parti… che ci fai
qui?? –
- idiota sei tu che mi hai chiamato!!! –
L’uomo portò il dito indice sul mento, lo sguardo assorto in un intricato
pensiero: - uhm…. Ma certo ora ricordo!!! Che stupido che sono! – Con la mano
dietro la testa, si mise a ridere sguaiatamente, mentre la poliziotta era caduta
all’indietro, un corvetto danzava allegramente sopra le sue gambe….
Ristabilitasi la calma e la serietà, Saeko diede a Ryo un fascicolo di circa 400
pagine: - ehi!! Ti ho detto di cercare QUALCOSA su Milena, non vita, morte e
miracoli!! –
- Vuoi leggere bene o ti servono un paio di occhiali??? – scocciato, guardò
sulla copertina dell’enorme fascicolo; vi era un’unica scritta rossa: “Alberghini”.
Ryo osservò il nome perplesso; poi si voltò verso la donna: - potresti farmi un
dettagliato riassunto??? –
Saeko non aspettava atro.
- Circa 50 anni fa in Italia, nasce una compagnia metallurgica, che si occupa
principalmente di raffinamento dei metalli pesanti. Il proprietario, Giorgio
Alberghini, è un abile e giovane imprenditore che nel giro di pochi anni, riesce
ad espandere la sua attività in tutta l’Italia centrale e meridionale. Poi un
giorno conosce Armando Lotario, produttore di armi arricchitosi smisuratamente
durante la seconda guerra mondiale. Quest’ultimo gli offre l’aiuto necessario
per estendere l’industria in tutto il continente europeo fino addirittura negli
Stati Uniti, in cambio di metallo a prezzo stracciato per la produzione di armi
da destinare alle guerre nei vari paesi del mondo… come potrai ben immaginare,
questo Lotario non è un santo, anzi. Le cronache dell’epoca sembrano
attribuirgli diversi legami con la mafia internazionale…naturalmente non si sono
mai trovate le prove schiaccianti per incastrarlo..-
Ryo era ancora più confuso di prima: - cosa diavolo c’entra tutto questo con
Milena??? –
Saeko che si trovava in piedi vicino la panchina gli lanciò un altro sguardo
omicida: - fammi finire… sono ancora all’inizio!! –
- Certo… mi scusi signora!! Ehehe…-
- Tsé – e si scostò una ciocca dei lunghi capelli neri dal volto, cercando di
ricordare il punto in cui si era fermata:
- …il desiderio di riuscire ad arricchirsi proprio come il suo nuovo socio è
davvero enorme… quindi anche lui inizia ad imbastire rapporti con i malavitosi
del tempo, riuscendo a realizzare in buona parte il suo sogno… Nel frattempo
Alberghini si sposa – matrimonio combinato naturalmente - con una figlia di un
altro ricco industriale del tempo. Con questa donna mette al mondo una figlia,
Eliana. Sia la moglie che la figlia continuano a vivere felicemente insieme al
marito e al padre senza sapere dei suoi loschi traffici, fino a quando la madre
di Eliana non viene uccisa. Più tardi si verrà a sapere che la donna è stata
uccisa dallo stesso Armando Lotario per un mancato regolamento di conti con il
marito, che aveva cercato di fare il furbo consegnandogli una partita di merce
inferiore a quella richiesta, essendo certo che l’uomo non se ne sarebbe mai
accorto.
A Eliana naturalmente non viene rivelato assolutamente nulla. Passano gli anni e
la ragazza, arrivata all’età di circa 19 anni, si innamora di un inglese, un
certo Henri Layne. Finalmente riuscita a trovare l’uomo della sua vita, la
ragazza vuole presentarlo al padre, che però gli confessa che lei sarebbe stata
destinata in moglie al figlio di Armando Lotario, Vincenzo Lotario.
Disperata, ma allo stesso tempo impotente, la donna non può che accettare la
decisione del padre quando una sera, decisa ad accettare il suo volere, vede
attraverso la porta dello studio del padre che quest’ultimo conversa con Armando
Lotario, ringraziandolo di aver deciso di porre fine alla sua vendetta -
iniziata con l’omicidio della moglie - con il matrimonio dei loro due figli.
Scioccata dalla rivelazione appena scoperta, Eliana decide di scappare da quell’essere
che poco prima considerava suo padre, con Henri, il suo unico amore.
I due fuggono in Inghilterra, patria di Henri, e Eliana decide di cambiare nome
per non farsi scoprire dagli uomini del padre e del suo socio e iniziò a fasi
chiamare Elaine Grice. Grazie a conoscenze nella polizia, Henri riesce a farle
avere tutti i documenti necessari per iniziare una nuova vita, lontano
dall’Italia.
Qui si sposano e mettono alla luce una bella bimba. Sembrano vivere felici fino
al giorno del ventesimo compleanno della figlia, quando i due muoiono in un
incidente stradale.
Solo attraverso il riconoscimento del killer che hai freddato due settimane fa
siamo riusciti a risalire al suo mandante, Vincenzo Lotario, scoprendo grazie
all’aiuto di Scotland Yard e della polizia italiana che fu lui ad uccidere
Elaine e suo marito… La ragione dovrebbe essere di sicuro la vendetta: Eliana
l’aveva umiliato di fronte a tutti abbandonandolo praticamente sull’altare per
un inglese di scarsa levatura sociale… solo la morte dei due avrebbe potuto
porre fine alla sua umiliazione…
La figlia tutt’oggi non sa niente della verità nascosta dietro alla sua
famiglia…
Adesso Vincenzo Lotario ha scoperto la sua esistenza… e sta cercando di
ucciderla per porre fine alla dinastia degli Alberghini…. Di certo avrai capito
chi è la donna in questione ….-
- Milena…..-
La poliziotta fece un cenno di assenso con la testa: - Non è William in pericolo
di vita… ma la sua manager! -.
- A quanto pare i messaggi minatori che ha ricevuto William non erano destinati
a lui…-
- …ma a Milena…- concluse per lui la poliziotta.
- Ma perché ci ha nascosto una cosa così importante??? – la poliziotta non
sapeva cosa rispondergli.
– né io né Milena abbiamo potuto vedere questi bigliettini… al di fuori di lui,
nessun’altro ha potuto leggere queste minacce…-
- credo che questa sera io e lui dovremo parlare a lungo..- disse infine lo
sweeper stiracchiandosi la schiena mentre si alzava dalla panchina.
- Grazie Saeko per il tuo aiuto.. ti devo almeno 3 mokkori…-
- Al contrario! – rispose quasi urlando la detective: - scalamene 10 e
aggiungile al conto di Kaori…- una nota di malizia le uscì dalle ultime parole.
- Ci vediamo! Ti farò sapere ciò che mi dirà stasera William…- e si allontanò
dalla poliziotta in direzione della macchina parcheggiata vicino al cancello
d’entrata del parco.
- Attento all’ultimo gradino…ecco… siamo arrivati! – Kaori lentamente conduceva
William nella salita delle scale, mentre portava in braccio Milena. Nel primo
pomeriggio, ritornato insieme a Mick dal produttore, aveva appena saputo dal
dottore che Milena poteva ritornare tranquillamente a casa dei due sweeper, dato
che ormai era completamente guarita. Davanti alla porta d’entrata, seppure con
grandi proteste da parte della donna, l’attore la prese tra le braccia,
affermando che non poteva sforzarsi a salire le scale. Scesa dalla sua presa
davanti al portone della casa, Milena voltò subito la testa per non fargli
notare l’evidente rossore apparso sulle sue guance.
– G-grazie per il tuo aiuto…Will…-. Mentre prendeva le sue valigie trasportate
fino a quel momento da Kaori, venne bloccata dall’uomo, che mise le forti mani
sulle sue.
– Non devi sforzarti, ci penso io -. Stavolta alzò lo sguardo verso di lui: il
suo sorriso la stava facendo lentamente impazzire… “Per quanto ancora
resisterò???”. Scansò la sua mano da sotto le sue molto lentamente, cercando di
trattenere il più a lungo possibile quella dolce sensazione. Si avvicinò a Kaori,
che li guardava con gli occhi sognanti da dietro e, aspettando che l’attore
iniziasse ad entrare in casa con la valigia, la guardò sorridendole a 32 denti,
facendo arrossire Milena ancora più di prima.
Dopo circa un’ora dal rientro dei tre, ritornò anche Ryo che posò il pesante
fascicolo sul tavolino della cucina e diede un lunghissimo bacio alla sua donna.
Questa posò gli utensili da cucina sopra il bancone e si girò completamente
verso l’uomo, agganciandosi a al suo collo con entrambe le braccia: -‘Sera… mi
sei mancato da morire questa mattina….. –
Lui le sorrise e la baciò di nuovo, questa volta con più passione: - scusami, ma
Saeko mi ha trattenuto a lungo con le informazioni che le avevo chiesto…-
Kaori gli accarezzò dolcemente la nuca, giocando con le ciocche scompigliate dei
suoi capelli: - e avete trovato qualcosa? –
- Anche troppo….- rispose con un mezzo sorriso: - poi stanotte ti spiegherò
tutto.. anche se vorrei dedicarmi a qualcosa di più piacevole…- Si stava
lentamente avvicinando alla sua bocca quando vennero interrotti da Milena: - ops…
scusatemi ho interrotto qualcosa… - Ryo la guardava sorpreso.
– Cosa ci fai da queste parti?? E addirittura in piedi!! – Kaori si staccò da
Ryo e si avvicinò alla ragazza che si trovava sullo stipite della porta: -
questa non è una semplice donna inglese, è un vero e proprio portento!! Guarda
come si è rimessa bene! Non sembra nemmeno una che ha ricevuto una pallottola in
pieno petto, no? – e con il braccio alzato la fece roteare su se stessa.
In effetti per una persona normale e per di più donna, sarebbe stato
inconcepibile rimettersi così presto dopo un avvenimento del genere: - Dai Kaori,
non farmi arrossire… dopotutto sono una vera inglese, e noi inglesi non ci
lamentiamo mai di niente! E siamo anche duri a morire! – Si misero a ridere,
tranne Ryo, che ancora non riusciva a smettere di pensare a ciò che Saeko gli
aveva raccontato nel pomeriggio: “ se solo sapessi che in realtà sei solo metà
inglese…..”
- Ryo? Cos’hai amore? Ti vedo strano….-
- Io??? Sono arrabbiatissimo con Saeko che non vuole che le abboni tre mokkori
come ringraziamento per le informazioni ricevute…. –
- ancora continui con queste storie??? Allora non ci tieni per niente alla tua
vita….- Kaori già brandiva il martello in direzione del suo partner, con
l’intenzione di disintegrarlo.
- Eehehe….ma io scherzo…argh… hai visto per caso dov’è William? -.
- non cambiare discorso!! Cosa c’entra William??? –
- E’ salito sopra il terrazzo… è lì da un bel po’ ormai…- intervenne Milena più
per salvare la vita al poveretto che per aiutarlo a cercare l’uomo.
Ryo schivò velocemente il martello e con un salto olimpionico si avvicinò al
volto di Milena: - thank you my darling! Cerca di far calmare Kaori intanto!! –
e corse verso le scale. Le due donne si guardarono con occhi spalancati non
sapendo cosa stesse succedendo: - da quand’è che Ryo cerca William se stanno
sempre a litigare??? -.
William era proprio lì, sopra il terrazzo a guardare il tramonto. Ryo si
appoggiò allo stipite della porta e incominciò a parlare:
- E’ bello il panorama da quassù… vero Will? -.
L’uomo si girò di scatto, colto di sorpresa dallo sweeper. – Saeba, come mai lei
è da queste parti? Di solito cerca sempre di evitarmi….-
Ryo si accostò a lui, appoggiando le braccia alla ringhiera e accendendo una
sigaretta: - ne vuoi una? –
- no grazie, soffro d’asma –
- pwah, il solito rammollito…-
William sembrò offendersi più del solito: - è venuto a cercarmi solo per
litigare, Saeba?? –
Ryo gli rispose pacatamente: - certo che no… volevo sapere a chi erano realmente
indirizzate quelle minacce…-
William si spaventò, gli occhi completamente sbarrati: “come ha saputo la
verità???” – gliel’ho gia detto Saeba, erano indirizzate a me….-
- Balle! Erano per Milena, vero?? – Colpito e affondato in un sol colpo.
- E’ inutile che cerchi di inventare scuse, William. So tutto. Perché ci hai
nascosto una cosa del genere??? –
William si arrese. Ormai era stato scoperto; l’unica cosa rimasta da fare era
spiegare la verità:
- Un giorno, verso metà giugno, Milena mi portò a casa circa un centinaio di
lettere delle mie fan. Mentre le leggevo cercando di rispondere a tutte, mi
accorsi che una era indirizzata a Milena, probabilmente lei non se ne era
accorta....-
- Erano queste famose minacce? – interruppe Ryo.
-…non sapevo cosa fare…dicevano che l’avrebbero uccisa prima di quanto non si
aspettasse, come vendetta dell’umiliazione subita in passato… Io non capivo cosa
volessero. Sapevo solo che la donna a cui tenevo di più al mondo sarebbe potuta
morire da un giorno all’altro… non volevo chiamare la polizia, di sicuro sarebbe
diventato un affare di dominio pubblico.. I giornalisti avrebbero stroncato la
sua carriera diffondendo chissà quali assurde notizie inventate su questo fatto…
la stampa inglese può essere davvero crudele a volte…-
- Così anche l’attacco sul set era per Milena? –
- Già… la sedia era la mia, ma in realtà ci si sedeva sempre lei…quando lavoro
non mi piace sedermi…-
- …quindi hai ingaggiato delle guardie del corpo che, con la scusa di doverti
proteggere, in realtà proteggono anche Milena…ora capisco perché hai insistito
così tanto per farla stare anche lei da noi…-
William non rispose. Ormai quello che aveva da raccontare l’aveva detto.
Tuttavia voleva sapere qualcosa di più su quelle minacce, dato che di sicuro Ryo
era riuscito a trovare molte informazioni: - Per caso vorresti sapere cosa si
nasconde dietro a quei bigliettini? – William si girò velocemente verso Ryo; gli
aveva praticamente letto nel pensiero.
- E’ probabile che se tu venissi a conoscenza delle verità nascoste dietro
Milena, non vorresti più averla come manager…vuoi correre questo rischio? –.
Cosa poteva nascondere di così terribile quell’angelo di donna? Voleva
assolutamente sapere in che guaio era stata implicata, a qualsiasi costo.
- Spara…-
- D’accordo….- E gli raccontò tutta la storia che aveva scoperto Saeko in quegli
ultimi giorni, non tralasciando nessun particolare, ma soprattutto, nessun nome…
-…E così questo Vincenzo Lotario vuole vendicare l’umiliazione subita eliminando
tutta la dinastia degli Alberghini, compresa Milena. –
William aveva il capo chino sul petto, i pugni chiusi in una dura morsa.
Al solo sentire quell’orrendo nome, l’uomo sentiva ribollire il sangue nelle
vene. Come osava quel lurido verme schifoso a rientrare ancora nella sua vita???
Non l’aveva già abbastanza rovinata???
Ryo si accorse dello stato d’agitazione dell’uomo, forse era rimasto scioccato
dalle rivelazioni appena sentite….
- Will? TI senti bene…? –
L’attore alzò il viso. Lo sweeper si spaventò a quella vista: i suoi occhi erano
due pozze nere colme d’odio represso ormai da anni. I segni della frustrazione
si dipinsero sui suoi lineamenti:
- Quel porco….. Vincenzo Lotario…. È… mio… padre…-.