le verità nascoste
capitolo 1: un accordo con il diavolo
Roma, Italia. Primi anni cinquanta.
L'Italia, appena diventata una repubblica, stava iniziando a risorgere dalle
ceneri della seconda guerra mondiale. Una nuova gioia di vivere si stava
diffondendo tra gli abitanti delle grandi città, sopratutto nella capitale,
Roma, dove si iniziava a ritornare alle vecchie abitudini degli anni trenta:
Feste, cene, teatro, cinema, musica, divertimento... Tutto stava risorgendo
in grande stile..L'epoca de "la bella vita" era solo agli inizi...
Le famiglie aristocratiche, ormai decadute, iniziavano a far posto ai
piccoli imprenditori che, grazie alle nuove mode importate dagli americani,
erano diventati sempre più ricchi fino ad aquisire un grande prestigio tra
la gente più potente della città...Ma come si sa, il genere umano non riesce
mai ad essere pienamente soddisfatto dei suoi traguardi, e cerca in
qualsiasi modo, anche utilizzando modi illegali, di raggiungere
"l'Invincibilità"....
Tra le strade sempre più trafficate della capitale, un distinto signore si
apprestava ad entrare nella hall di un lussosissimo Hotel di via Veneto: gli
interni erano decisamente sontuosi, grandi drappi di velluto rosso coprivano
per una buona parte gli enormi finestroni della sala d'aspetto, numerosi
lampadari di swaroski invece illuminavano soffusamente il luogo facendo però
mettere in risalto i magnifici dipinti di fine ottocento che tappezzavano le
pareti di un elegantissimo giallo canarino. Le poltrone, anch'esse di
velluto rosso, riempivano il locale insieme a delle piante importate dalle
regioni africane e dell'america latina e a varie statue di un marmo di
altissima qualità.
Il pavimento ricoperto da piastrelle di marmo rosa venato e ben lucidato,
riflettevano il passo veloce ma celatamente impaziente di raggiungere un
posto sicuro, del signore che si apprestava ad avvicinarsi al banco delle
informazioni, situato vicino alle scale, anch'esse di marmo e anch'esse
ricoperte da un tappeto di preziosissimo velluto rosso.
-Posso esserle d'aiuto signore?- l'uomo di fronte alla signorina della hall
era davvero uno spettacolo: Alto, moro ma con due piccole fessure azzurro
glaciale che rendevano ancor più affascinanti i lineamenti del viso che,
anche se erano molto rigidi, rendevano deliziosamente attraente agli occhi
femminili quella figura, preziosamente arricchita da un tailleur di puro
lino nero gessato, accuratamente abbottonato sull’addome che lasciava in
vista una bellissima cravatta rossa di pura seta e un'altrettanto purissima
camicia bianca. La signorina, abituata a uomini altrettanto eleganti ma
decisamente più brutti o più vecchi, rimase piacevolmente stupita davanti a
un uomo del genere, dato che in quel periodo se ne vedevano davvero pochi.
- Sto cercando il signor Armando Lotario...-
- Mi dispiace tanto signore, ma il sig. Lotario ha espressamente richiesto
di non far accedere nessuno nella sua camera - lo interruppe immediatamente
la dipendente dell'hotel, senza però lasciar trasparire nessun atteggiamento
brusco.
- Ma...mi aveva dato appuntamento qui...dobbiamo discutere di una cosa di
estrema importanza..- l'atteggiamento autoritario che aveva mostrato qualche
minuto prima iniziò lentamente a lasciare il posto ad una specie di
inquietudine, di cui però la signorina non se ne accorse.
- Se mi può dire cortesemente il suo nome, potrei vedere se è presente sulla
lista delle persone da lasciar passare...-
- Sì, certo...sono il sig. Giorgio Alberghini -
- Attenda solo un istante..- e la signorina iniziò a consultare le varie
liste presenti sul suo grande librone, senza però avere risultati
soddisfacenti.
.- Ma ha controllato bene?? E' praticamente impossibile che io non ci sia,
la prego controlli meglio!! - iniziava davvero a lasciar fuoriuscire tutto
il suo nervosismo.
- Mi dispiace, lei non è presente sulla lista e non posso lasciarla passare
- era pur certo però che non si poteva essere così bruschi con dei clienti
così facoltosi e per di più così affascinanti, e quindi la signorina cercò
di essergli ancora d'aiuto, cosa che però non avrebbe di sicuro fatto con un
altro cliente:
- Se proprio è così sicuro di avere un appuntamento con il signore, potrei
telefonargli...può darsi che ci sia stata un' incomprensione e ...-
- Sì la prego, chiami subito!! E' di vitale importanza!- tutta la sicurezza
che aveva in corpo era ormai scomparsa del tutto.
- Se può attendere ancora qualche minuto...- e si accomodò pesantemente su
una delle poltrone di velluto rosso.
Tante persone passarono davanti ai suoi occhi, ma non riuscì a vederne
neanche una, mille pensieri iniziavano ad occupargli la testa: " E se abbia
cambiato idea?? O mio Dio come farò se non vorrà più concedermi il suo
aiuto?? Ma d'altra parte converrebbe anche a lui perchè con tutti i soldi
che guadagnerei allargando all'estero la mia azienda, potrebbe ritornare
utile anche ai suoi piani e..."
- Signor Alberghini - ad interrompere il flusso dei suoi pensieri era stata
la stessa signorina che aveva distrutto tutta la sua sicurezza. - Mi
dispiace enormemente, ma c'è stata, come temevo, una piccola incomprensione
con il signor Lotario..la stava aspettando proprio come mi aveva riferito
lei...stanza 106, 5° piano - .
Interiormente sollevato dalla notizia, si dimostrò molto seccato per tutto
il tempo che quella "piccola incomprensione" come la chiamava lei, gli aveva
fatto perdere. La signorina ormai aveva assunto in viso un colore rosso
acceso che si intonava con il preziosissimo velluto di cui era tappezzata la
hall e non riusciva a smettere di scusarsi.
Lasciò la signorina immersa nelle sue scuse e si allontanò elegantemente per
le scale.
Non riusciva ancora a spiegarsi il perchè aveva preso le scale invece
dell'ascensore: anche se le scale erano comode, cinque piani erano sempre
tanti...Forse era solo un sistema per scaricare la tensione accumulata in
quei giorni d'attesa...
Arrivato davanti alla stanza 106, trovò la porta leggermente socchiusa, e
improvvisamente un dubbio atroce lo paralizzò: "Voglio davvero mettermi in
affari con un uomo così potente?" troppo potente per i suoi gusti...con
tutta l'autorità di cui godeva quel tizio, non avrebbe esitato a rendergli
la vita un inferno, se qualcosa nei suoi piani fosse andata, per qualche
assurda casualità, storta...valeva davvero la pena rischiare così tanto? In
fondo, anche con la sua impresa che agiva su tutto il territorio dell'Italia
centrale e meridionale riusciva a guadagnare una fortuna che davvero in
pochi potevano vantarsene...certo però...riuscire ad estendere la sua
impresa in tutt'Italia, anche in Europa, fino a raggiungere perfino
l'America era davvero una proposta allettante..d'altronde solo quel signore
che stava per incontrare poteva riuscire a far realizzare le sue ambizioni...era
certo che da solo non ci sarebbe mai riuscito anche se sarebbe vissuto 200
anni! Fu proprio quest'idea che gli fece prendere tutto il coraggio che
aveva in corpo per chiedere il permesso ed entrare finalmente in quella
camera...
Appena entrato non riusciva nemmeno a chiudere la porta dietro di se a causa
dello shock appena subito: non aveva mai visto tanto lusso in soli 100 metri
quadrati di stanza! Ai suoi occhi, neanche la hall dell'albergo era così
lussuosa anzi, paragonata a quella suite, sembrava uno di quei motel
fatiscenti presenti nella periferia della capitale!...Non ebbe il tempo di
analizzare tutti i costosissimi mobili e soprammobili presenti nella stanza
che il sig. Lotario, intento a guardare fuori dal finestrone, si mise a fare
"gli onori di casa":
- Caro Giorgio, la stavo proprio aspettando da un bel pò ormai...pensavo che
avesse rifiutato di mettersi in affari con me! -
- Oh no si figuri sig. Lotario, non sarei mai e poi mai mancato ad un
appuntamento di affari così importante come questo! - Il signore davanti a
lui era davvero inquietante, anche se dall'aspetto non si sarebbe mai detto:
non era alto, anzi, al signor Alberghini sarebbe di sicuro arrivato
all'altezza della spalla. Era un omone più largo che lungo a causa della sua
stazza enorme; era pelato, o almeno così sembrava a causa dei pochi capelli
bianchi rimasti sulla sua nuca, con le rughe che ormai avevano riempito
interamente il suo volto, su cui era perennemente stampato un sorriso
larghissimo che,secondo chi lo conosceva bene, nascondeva qualcosa di
malvagio e spietato...era proprio quel sorriso a mettere in soggezione il
sig. Alberghini..
- Ho appena finito di leggere il bilancio dello scorso anno della sua
azienda, Giorgio - disse rivolgendo lo sguardo al signore in questione e
dirigendosi verso un tavolino da caffè poco distante dal divano su cui era
seduto il sig. Alberghini - E devo dire che la sua attività mi ha davvero
sorpreso! Solo dopo 3 anni dall'apertura del suo primo edificio industriale
a pochi chilometri da Roma, è riuscito ad estendere in tutta l'Italia
centrale e meridionale la sua rete di industrie e...incredibile! - disse con
aria di sincera sorpresa sfogliando quel fascicolo:
- C'è stato addirittura un incremento dell'utile pari al 2,3% dal bilancio
di 2 anni fa...Se continua di questo passo, grazie naturalmente al prezioso
aiuto che io sarò lieto di porgerle, la sua impresa si estenderà rapidamente
in tutta l'Italia settentrionale, varcando i confini nazionali e ad
estendersi in Francia, in Spagna, in Inghilterra e addirittura negli STATI
UNITI - per convincerlo ancora di più, iniziò a sillabare le lettere di
quest'ultima nazione.
-Però, come ben saprà caro vecchio mio, non si da mai niente per niente,
quindi anch'io vorrei guadagnarci "qualcosina" da questo affare..- il sig.
Alberghini già stava tremando pensando a quale proposta impossibile gli
stesse mettendo davanti.
-Lei saprà quanto si siano arricchiti durante la seconda guerra mondiale i
produttori di armi che venivano vendute alle contro parti, vero?- lo sapeva
fin troppo bene il sig. Alberghini, perchè anche il suo potenziale aiutante
si era arricchito smisuratamente con quella sanguinosa guerra.
- Penso anche che lei saprà come costi caro il metallo per la fabbricazione
delle armi oggi giorno, d'altronde lei si occupa di raffinamento dei metalli
pesanti no? - il pover'uomo iniziò a deglutire pensando alla possibile
proposta.
- Ebbene, se accetterà il mio aiuto, lei dovrebbe solamente vendere a me
varie quantità di metallo a mio piacimento ad un prezzo decisamente
inferiore rispetto a quello stabilito dal mercato...- ed ecco qui, la
proposta era stata avanzata. Il sig. Alberghini ne rimase sorpreso:
sinceramente si aspettava qualcosa di più difficoltoso ed illegale da
realizzare.... La sua proposta invece era accettabile dato che i futuri
guadagni avrebbero di sicuro ricompensato, se non addirittura SUPERATO, i
soldi che avrebbe perso vendendo del metallo a prezzo bassissimo al sig.
Lotario..
Non ci pensò nemmeno due volte e firmò il contratto che gli aveva messo
sotto il naso il sig. Lotario...non sapeva che stava firmando un accordo con
il diavolo in persona..